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BOLZANO. Jannik Sinner deve ancora fare i conti con l’incertezza sul recupero dal problema al ginocchio, mentre emergono nuovi interrogativi sulla gestione del suo percorso lontano dai campi. A riaccendere l’attenzione è Brad Gilbert, ex tennista e allenatore statunitense, che ha riferito alcuni retroscena sul rapporto tra il campione altoatesino e Darren Cahill, uno dei principali artefici della sua crescita professionale.
Il primo elemento riguarda proprio il supercoach australiano. Secondo quanto raccontato da Gilbert, suo amico, Cahill avrebbe appreso della rinuncia di Sinner al Masters 1000 di Cincinnati soltanto mentre si trovava in viaggio verso l’aeroporto di Los Angeles, pronto a raggiungere il torneo. Una telefonata gli avrebbe comunicato all’ultimo momento che l’azzurro non sarebbe sceso in campo.
Da allora, secondo il racconto dell’ex allenatore, Cahill sarebbe rimasto in attesa di aggiornamenti. Gilbert ha descritto la situazione come frustrante, alimentando le domande sulla comunicazione all’interno dello staff. Non si tratta, tuttavia, di una conferma di una rottura tra il tecnico e Sinner, né sono stati annunciati cambiamenti definitivi nella collaborazione.
Il futuro di Cahill sulla panchina dell’altoatesino resta infatti da definire, con particolare attenzione ai programmi per il 2027. L’australiano ha avuto un ruolo importante nell’ascesa del tennista, lavorando al suo fianco insieme a Simone Vagnozzi. La lunga pausa dalle competizioni apre ora interrogativi anche sulla composizione dello staff per la prossima stagione.
A preoccupare, però, è soprattutto la condizione fisica del numero uno azzurro. Gilbert ha sollevato dubbi sulla possibilità che il problema al ginocchio possa risolversi senza ricorrere alla chirurgia. Il timore riguarda in particolare la ripresa degli allenamenti più intensi: se il dolore dovesse ripresentarsi con l’aumento dei carichi di lavoro, l’intervento potrebbe diventare un’opzione da valutare.
Si tratta di uno scenario ipotizzato da Gilbert, non di una scelta già presa. L’obiettivo del percorso di recupero resta evitare l’operazione e proseguire con un trattamento conservativo, accompagnato dalla riabilitazione e da una ripresa graduale dell’attività. La possibilità di tornare a competere dipenderà dalle risposte del ginocchio nelle fasi successive della preparazione.
La stagione di Sinner si è fermata dopo la finale di Wimbledon del 12 luglio, vinta contro Alexander Zverev. Successivamente, il tennista ha rinunciato agli appuntamenti del calendario americano e a quelli asiatici, fino alla decisione di chiudere anticipatamente il 2026 per concentrarsi sul recupero.
Il rientro nel 2027 resta l’obiettivo, ma i tempi dipenderanno dall’evoluzione clinica e dalla capacità di sostenere nuovamente gli allenamenti. Per Sinner si apre quindi una fase decisiva, nella quale la priorità è recuperare pienamente la condizione fisica prima di tornare in competizione. Intanto, le parole di Gilbert aggiungono un nuovo elemento di incertezza attorno al campione altoatesino, sia sul piano medico sia su quello organizzativo.


