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BOLZANO. Se Jannik Sinner sarà il tennista più forte di sempre lo dirà il tempo. Oggi - sicuramente - è nel gotha di questo sport, come testimoniano i complimenti di Alcaraz o Djokovic e il boom di ascolti tv (5.5 milioni al suo match point su Sky e TV8) e concorre per superare miti come Roger Federer, Rafael Nadal e Novak Djokovic, solo per citare i più contemporanei.
La vittoria a Roma, intanto, lo consacra ulteriormente, in attesa di centrare il grande obbiettivo della stagione: il Roland Garros. E' l'unico slam che manca al suo palmares e - nonostante arrivi in un contesto che lo vedrà privo del suo rivale storico - c'è l'incognita di come il n.1 del mondo arriverà a Parigi. Il dubbio è esclusivamente atletico, a fronte soprattutto dei cinque set che riserba il major francese.
Perché dopo due mesi incredibili in cui ha completato il 'Golden Master', vincendo 6 mille consecutivi, nella semifinale del Foro Italico contro Medvedev ha mostrato i primi segni di umanità. Stanchezza e crampi lo hanno messo a dura prova, per questo la priorità ora è il riposo. Lo ha ripetuto più volte anche lui nella conferenza stampa post vittoria sul Centrale. Per questo adesso di fronte a sè avrà tre giorni interi senza racchetta, esattamente come ha fatto dopo il successo di Madrid per avvicinarsi a quello di Roma. E così l'altoatesino - anche se per poco - prenderà una pausa dal tennis, per passare un po' di tempo in Alto Adige con la famiglia e la fidanzata Laila. Sparirà dai radar com'è nel suo stile, per rifuggiarsi nella tranquillità necessaria a farlo recuperare non solo fisicamente, ma anche mentalmente.
Da giovedì o venerdì, poi, tornerà a fare sul serio, per quei giorni infatti è previsto l'arrivo a Parigi, dove ricomincerà ad allenarsi, facendo lavoro specifico con chi sta curando la parte atletica della sua preparazione. Non a caso dopo Roma ha ringraziato, citandoli uno a uno, Umberto Ferrara, Alejandro Resnicoff e Andrea Cipolla. Ma l'incognita, come detto, sarà la resistenza sui cinque set, dopo mesi in cui non si è fermato un attimo giocando quasi 65 ore di tennis dall'esordio agli Australian Open a oggi. Per questo non lascerà nulla al caso: d'altronde a rendere grandi giocatori come Federer, Djokovic e Nadal è stata anche la capacità di programmare il proprio calendario in un contesto che porta gli atleti a giocare sempre più partite in tornei importanti.
Nel frattempo c'è chi come Claudio Mezzadri riveda Federer in Sinner. "Nei primi anni Roger dominò in lungo e in largo il circuito per 3 o 4 anni, Jannik ora sta facendo lo stesso", le parole dell'ex tennista svizzero e capitano della Nazionale elvetica che fece esordire con quella maglia il giovane Federer. Solamente dopo, infatti, sono arrivati Nadal e Djokovic a rompere un monopolio che oggi - senza Alcaraz - appartiene all'altoatesino. E allora appuntamento al Roland Garros, con l'esordio che dovrebbe essere martedì 26 maggio. Giovedì, invece, conoscerà il suo percorso con il sorteggio dal quale sarà assente Carlos. E se c'è un'evidenza dall'infortunio dello spagnolo è come Sinner per restare competitivo non abbia bisogno di Alcaraz, al contrario il n.2, quando Jannik è stato fuori per il caso clostebol, ha perso la bussola, ritrovandola non appena l'altoatesino ha fatto rientro. La prima conferma c'è stata a Madrid, la seconda a Roma e la terza - quella più attesa da Jannik - potrebbe arrivare a Parigi.
Nel frattempo il successo nella Capitale, a cinquant'anni da quello di Panatta, raggiunge numeri da record anche negli ascolti: sul 'chiaro' TV8 la finale è stata seguita da 3 milioni e 130 mila persone, con uno share del 25,2%: il canale, durante la partita, ha guadagnato 2,9 milioni di telespettatori rispetto all'audience media della stessa fascia oraria, Sono poi stati 4.5 milioni gli spettatori medi complessivi, compresa Sky, saliti a 5.5 al match point, con 7.8 milioni di spettatori unici. Numeri che certificano la dimensione del fenomeno Sinner


