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LONDRA. Per la terza volta negli ultimi tre anni, Jannik Sinner dovrà sostenere l'esame di laurea sull'erba di Wimbledon contro il sette volte re dei Championships, Novak Djokovic: già battuto due volte dal serbo sui nobili prati londinesi in una semifinale e prima nei quarti (le ultime quattro volte è stato il pusterese a «bastonare» il serbo tra Atp, Final Masters e Coppa Davis), l'altoatesino rinnova la sfida dall'alto del primato nel ranking mondiale, e soprattutto consapevole di essere un giocatore diverso, migliore, più sicuro di sé, rispetto a quello uscito sempre sconfitto all'All England Club.
Una nuova consapevolezza, rinforzata, come ha riconosciuto lo stesso Sinner dopo il match vinto, d'autorevolezza in tre set, nei quarti di finale contro il mancino Usa Ben Shelton.
A 38 anni, raggiunta la 14esima semifinale a Wimbledon (in 20 partecipazioni), la settima di fila, la 52esima Slam in carriera, Djokovic va a caccia del 25esimo Major, ed è certamente a Londra che può rivendicare le più credibili ambizioni.


