SANLORENZO DI SEBATO. In un paese di 3.752 anime c’è una scuola di judo da far invidia a grandi centri dove le società che praticano questa disciplina abbondano. Stiamo parlando della società di judo di San Lorenzo di Sebato in Val Pusteria, 160 iscritti.

Il sodalizio quest'anno si è classificato al nono posto per quanto riguarda i risultati conseguiti dai propri atleti. «La graduatoria - dice con orgoglio l’allenatore Kurt Steurer - è fatta a livello nazionale, dove i sodalizi sono alcune migliaia».

L'altra cosa curiosa - ma in fondo neanche tanto - è rappresentata dal fatto che le più brave sono le ragazze. Lo confermano i successi ottenuti dalle tre sorelle Huber: Karin, 17 anni, Marion (16) e Andrea (14). Le prime due sono campionesse italiane in carica; anche Andrea promette bene tanto che di recente è stata convocata in Spagna con la nazionale. Seguendo le orme di Karin, Marion e Andrea stanno crescendo nuove promesse, tra queste Ulrike Gatterer.

Dietro i successi della squadra femminile c'è Steurer, tecnico e vicepresidente della società, che lavora nell'azienda di famiglia, uno studio di architettura specializzato nella realizzazione di arredamenti per interni. Il tempo libero lo passa in palestra ad allenare le ragazze che fanno agonismo ad alto livello.

Quali sono le ragioni di un successo tutto rosa?

Steurer non ha dubbi: «In base alla mia esperienza posso solo dire che le ragazze hanno più grinta. Se in una cosa credono, s’impegnano e danno il massimo. Sono organizzate e vanno bene sia nello sport che a scuola».

Karin ha anche un'altra spiegazione: «In squadra siamo tutte amiche e questo ha contribuito a creare un bel clima. Col tempo la palestra è diventata un punto di ritrovo dove ci si sente a casa».

A San Lorenzo di Sebato, un pugno di case dove tutti si conoscono, la passione per il judo nel corso degli anni è diventata contagiosa.

La prima palestra risale agli anni '70: è stato Karl Heinz Pallua, judoka di alto livello portacolori dell'Arma dei Carabinieri, ad aprire la strada.

«Oggi - spiega Marion - ci alleniamo nella palestra messa a disposizione dal Comune: è sempre aperta e questo ci consente di prepararci nel migliore dei modi».

A proposito di passione contagiosa, anche le sorelle Huber hanno iniziato perché c'era una loro cugina che faceva judo. Il titolo più recente, e finora anche più importante, è stato conquistato da Marion: la medaglia di bronzo vinta all'Europacup in Romania. Negli ultimi due anni l'atleta, bionda e minuta molto simile in questo alle due sorelle, ha vinto due volte il titolo italiano e il bronzo al torneo internazionale di Roma.

«Cosa mi piace di più di questa disciplina? Il combattimento - dice Marion - e al tempo stesso il grande rispetto che devi avere per l'avversario. Lo judo dà molto sia per quanto riguarda l'aspetto fisico e che mentale».

Le Olimpiadi di Rio de Janeiro sono ancora lontane: si disputeranno fra quattro anni. Marion però un pensierino ce lo sta facendo.

«Sarebbe fantastico, le Olimpiadi sono il sogno di qualsiasi atleta. Intanto continuiamo ad allenarci e soprattutto a divertirci. Poi si vedrà».

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