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CAVALESE . Final Climb maschile e femminile a determinare il vincitore e la vincitrice della dodicesima edizione del Tour de Ski sulla pista Olimpia III dell’Alpe Cermis, e i risultati sono stati allo stesso tempo attesi ed eclatanti. Tanti gli spettatori ed i turisti lungo la pista, alcuni come amici norvegesi, anche solo per la durata del Tour, impegnati a sostenere gli atleti e a gustarsi una giornata di sport ad alto livello.
L’elvetico Dario Cologna partiva con un margine rassicurante, e dopo 1.8 km riesce a mantenere praticamente intatte le distanze, con +1:20 su Alexey Poltoranin (KAZ), +1:24 sul canadese Harvey e +1:44 su Martin Johnsrud Sundby (NOR), agevolato dal forfait del russo Ustiugov, forse il rivale più temibile per Cologna. 4 km di gara ed Harvey appaiato a Poltoranin ha un deficit di 1:19 dal leader Cologna, con Sundby più attardato a +1:41. Al 6° km il gruppo inseguitore dista 1.15 dal leader, ma Sundby inizia a recuperare sfoderando tutte le proprie doti, con tutti appaiati in vista del rush finale per il secondo posto, poi conquistato dal “Re Leone” norvegese con la consueta tenacia e tecnica. Sul gradino più basso del podio il canadese Harvey, più che positiva la sua prova. Da segnalare, nel corso delle premiazioni, uno scherzoso inchino di Sundby a Cologna, a dimostrare l’ammirazione degli atleti di Coppa del Mondo nei confronti di chi, costantemente da molti anni, riesce a fare la storia della disciplina. Quarto successo per Dario Cologna al Tour de Ski, una vittoria mai in discussione che si accoda ai successi 2009, 2011, 2012 di un palmarès sconfinato, tra cui spiccano tre ori olimpici ed uno mondiale.
Prima delle gesta dei fondisti maschi, toccava alle donne sfidare la temuta rampa del Cermis, una gara dalla dinamica “prevedibile”, nonostante Heidi Weng partisse con 1.8 secondi di ritardo dalla connazionale Ingvild Flugstad Oestberg. E se la battaglia fra le due era certa, più indecisa invece quella fra Jessica Diggins (USA) e Krista Parmakoski (FIN). Qualche chilometro e la Weng supera la Oestberg aumentando, metro dopo metro, il proprio vantaggio. Una lunga colonna sonora di epicità accompagna la cavalcata della Weng, potendo vantare 35 secondi su Oestberg al km 8.1, mentre al traguardo il computo totale arriva a +48.5, chiudendo in 32:13.3 una performance memorabile. Seconda la Oestberg e terzo posto conquistato dalla Diggins, applaudita al traguardo anche dalle due norvegesi, mentre la finlandese Parmakoski finisce quarta. Soddisfatto anche il presidente del comitato Fiemme Ski World Cup, Bruno Felicetti, tra pochi giorni pronto ad una nuova sfida: “Un’altra due giorni molto intensa, siamo stati graziati dal tempo che ha tenuto e quindi ha portato anche tanta gente soprattutto domenica lungo la rampa, ma anche sabato con buoni numeri. È un lavoro molto importante, a partire da tutti i volontari, alle società del Cermis che hanno messo a disposizione gli spazi, il Centro del Fondo di Lago di Tesero. E un ringraziamento quindi, prima di tutto, ai volontari, poi a tutto il team, a tutto lo staff che lavora alacremente per realizzare un grande successo. Adesso, però, un giorno di relax e poi di nuovo subito al lavoro, perché il weekend prossimo ci sono altri tre giorni di Coppa del Mondo, il che vuol dire altri 5/6 giorni di preparazione, di nuovo con un altro stadio, i trampolini a Predazzo e poi ancora il fondo a Lago di Tesero. Abbiamo notato soprattutto con la ‘Rampa’ che abbiamo avuto iscrizioni dalla Russia, dalla Norvegia, dalla Svezia, dalla Germania, sta diventando un appuntamento importante e siamo contenti di questo. In Val di Fiemme ci si gusta l’ospitalità ed il buon cibo, su questo stiamo lavorando anche con grandi nuovi sponsor per coinvolgerli e portare sempre più entusiasmo intorno alla finale del Tour de Ski”. Finito un grande evento, sotto con un altro, dunque, per la “culla dello sci nordico”, con la Coppa del Mondo di combinata nordica a coronare un gennaio fenomenale tra le impennate dei campioni e quelle degli amatori, i balzi degli “uomini volanti” e le sfilate sugli sci stretti.
L’elvetico Dario Cologna partiva con un margine rassicurante, e dopo 1.8 km riesce a mantenere praticamente intatte le distanze, con +1:20 su Alexey Poltoranin (KAZ), +1:24 sul canadese Harvey e +1:44 su Martin Johnsrud Sundby (NOR), agevolato dal forfait del russo Ustiugov, forse il rivale più temibile per Cologna. 4 km di gara ed Harvey appaiato a Poltoranin ha un deficit di 1:19 dal leader Cologna, con Sundby più attardato a +1:41. Al 6° km il gruppo inseguitore dista 1.15 dal leader, ma Sundby inizia a recuperare sfoderando tutte le proprie doti, con tutti appaiati in vista del rush finale per il secondo posto, poi conquistato dal “Re Leone” norvegese con la consueta tenacia e tecnica. Sul gradino più basso del podio il canadese Harvey, più che positiva la sua prova. Da segnalare, nel corso delle premiazioni, uno scherzoso inchino di Sundby a Cologna, a dimostrare l’ammirazione degli atleti di Coppa del Mondo nei confronti di chi, costantemente da molti anni, riesce a fare la storia della disciplina. Quarto successo per Dario Cologna al Tour de Ski, una vittoria mai in discussione che si accoda ai successi 2009, 2011, 2012 di un palmarès sconfinato, tra cui spiccano tre ori olimpici ed uno mondiale.
Prima delle gesta dei fondisti maschi, toccava alle donne sfidare la temuta rampa del Cermis, una gara dalla dinamica “prevedibile”, nonostante Heidi Weng partisse con 1.8 secondi di ritardo dalla connazionale Ingvild Flugstad Oestberg. E se la battaglia fra le due era certa, più indecisa invece quella fra Jessica Diggins (USA) e Krista Parmakoski (FIN). Qualche chilometro e la Weng supera la Oestberg aumentando, metro dopo metro, il proprio vantaggio. Una lunga colonna sonora di epicità accompagna la cavalcata della Weng, potendo vantare 35 secondi su Oestberg al km 8.1, mentre al traguardo il computo totale arriva a +48.5, chiudendo in 32:13.3 una performance memorabile. Seconda la Oestberg e terzo posto conquistato dalla Diggins, applaudita al traguardo anche dalle due norvegesi, mentre la finlandese Parmakoski finisce quarta. Soddisfatto anche il presidente del comitato Fiemme Ski World Cup, Bruno Felicetti, tra pochi giorni pronto ad una nuova sfida: “Un’altra due giorni molto intensa, siamo stati graziati dal tempo che ha tenuto e quindi ha portato anche tanta gente soprattutto domenica lungo la rampa, ma anche sabato con buoni numeri. È un lavoro molto importante, a partire da tutti i volontari, alle società del Cermis che hanno messo a disposizione gli spazi, il Centro del Fondo di Lago di Tesero. E un ringraziamento quindi, prima di tutto, ai volontari, poi a tutto il team, a tutto lo staff che lavora alacremente per realizzare un grande successo. Adesso, però, un giorno di relax e poi di nuovo subito al lavoro, perché il weekend prossimo ci sono altri tre giorni di Coppa del Mondo, il che vuol dire altri 5/6 giorni di preparazione, di nuovo con un altro stadio, i trampolini a Predazzo e poi ancora il fondo a Lago di Tesero. Abbiamo notato soprattutto con la ‘Rampa’ che abbiamo avuto iscrizioni dalla Russia, dalla Norvegia, dalla Svezia, dalla Germania, sta diventando un appuntamento importante e siamo contenti di questo. In Val di Fiemme ci si gusta l’ospitalità ed il buon cibo, su questo stiamo lavorando anche con grandi nuovi sponsor per coinvolgerli e portare sempre più entusiasmo intorno alla finale del Tour de Ski”. Finito un grande evento, sotto con un altro, dunque, per la “culla dello sci nordico”, con la Coppa del Mondo di combinata nordica a coronare un gennaio fenomenale tra le impennate dei campioni e quelle degli amatori, i balzi degli “uomini volanti” e le sfilate sugli sci stretti.


