BOLZANO. Solo un punto per un bell'Alto Adige. Primo pareggio al Druso dopo, probabilmente, la gara meglio giocata della stagione. Finisce a reti inviolate l'atteso incontro contro il Como degli ex Cia e Gibellini, un risultato che lascia l'amaro in bocca a Vecchi ed ai suoi ragazzi per una vittoria sfumata in virtù degli errori sottoporta dei biancorossi.

In un colpo solo terminano le strisce di vittorie consecutive in campionato, erano due, e casalinghe, si era arrivati a tre, la classifica in ogni caso si muove, la fiducia in un futuro esaltante cresce. Questi i verdetti di una domenica che paradossalmente ha segnato i dati migliori, a nostro avviso, in termini d'identità, intensità e qualità del gioco, non trovando, però, il riscontro idoneo nel punteggio. Una delle tante stranezze del calcio che trova una semplice motivazione nello zero della casella delle reti segnate. Peccato, perchè settanta minuti di dominio costante contro una diretta concorrente ad un posto al sole meritavano altra ricompensa, perchè mettere la testa ancora più in alto avrebbe riempito ulteriormente il serbatoio della fiducia, perchè i quasi 2000 del Druso sono un dato che andava festeggiato in maniera adeguata.

Non è andata come si voleva, ma non fasciamoci la testa, i motivi per sorridere ci sono eccome. Se, infatti, un successo come quello sul Pavia aveva lasciato dubbi e perplessità, tre punti a parte, un pareggio come quello di ieri, giunto dopo un paio di prestazioni più che positive, mette un altro tassello pesante nella costruzione della stagione biancorossa. Perchè l'Alto Adige di Vecchi cresce in maniera costante, perchè la squadra ha sempre più un'identità precisa, perchè anche nel mezzo della difesa e a centrocampo i conti iniziano a tornare. E sì che di fronte c'era un Como che veleggiava alla stessa altezza dei nostri, con il medesimo mix di giovani di belle speranze e di qualche giocatore con un po’ più di battaglie nel curriculum. Un Como a cui l'Alto Adige ha concesso la prima occasione ad un quarto d'ora dalla fine, quando la girata di Torregrossa ha trovato la pronta risposta nell'intervento di Marcone. Un gol che avrebbe rappresentato quasi una rapina, proprio nel momento in cui Thiam e compagni stavano pagando dazio ai settanta minuti di grandissima intensità giocati in precedenza. Nei quali ogni reparto dell'Alto Adige ha fatto la voce grossa. Dalla difesa che con Bassoli e Cappelletti in crescita ha finalmente segnato uno zero nella casella dei gol subiti; al centrocampo, che non ha risentito dell'assenza di Furlan, fermato da un problema muscolare, con Uliano finalmente leader, e un Bontà piacevole sorpresa alla prima esperienza dal primo minuto; per finire con l'attacco, trascinato da un Thiam devastante, ma con un Fink vivo e con un Maritato che ha giocato bene ma ha concluso male. Già, perchè al minuto 23 del primo tempo il centravanti biancorosso avrebbe dovuto mettere dentro quel tap-in comodo a porta spalancata, dopo che Micai aveva respinto in qualche maniera la bordata da fuori di Thiam. Un tocco che avrebbe cambiato la partita e che invece si è stampato sulla traversa, in un episodio che non può evocare la sfortuna ma che va semplicemente inquadrato come un errore. La più nitida della tante situazioni pericolose costruite dall'Alto Adige, vicino al gol con Bassoli e Thiam di testa, ancora con Maritato poco preciso di piede, ancora con Bassoli in rovesciata nel finale e da fuori con Bontà. Un gol che invece non è arrivato, determinando un pareggio che va accolto con un mezzo sorriso, perchè a volte certe partite capita che si perdano.

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