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BOLZANO. Anna “tradita” dal giochetto inglese. Fino a due chilometri era lei, la bionda altoatesina di Lasa, davanti a tutte a menare le danze. Si era alzata sui pedali per affrontare l’ultima asperità, il micidiale Cauberg.
Anna Maria Zita Stricker voleva fare il vuoto per presentarsi in solitaria sul rettilineo d’arrivo e salire sul tetto del mondo nella prova in linea della categoria juniores.
Per qualche metro ci era riuscita. Aveva scollinato per prima e in discesa si era lanciata senza alcun timore. Quando c’era da prendere qualcosa di importante ecco il giochetto firmato dalle ragazze con la maglietta dell’Union Jack che hanno lanciato la loro favorita, Lucy Garner riconfermatasi la più forte di tutte. Per l’azzurrina che vive in Val Venosta uno storico bronzo che le permette di presentarsi, tra qualche mese, con un ottimo biglietto da visita nel circus del professionismo.
Cambierà squadra ma lei non vuole ancora svelare il nome. La diciottenne venostana, già argento europeo sempre alle spalle della Garner, è stata una delle protagoniste della seconda parte della gara svoltasi nella provincia del Limburgo tra le colline della zona di Valkenburg e Maastricht.
Sul tortuoso percorso di 16 chilometri da ripetere cinque volte per un totale di 80 (oltre due ore di gara per le atlete), Anna Zita, come del resto le altre italiane, sono state artefici di una bella gara condotta saggiamente sotto l’aspetto tecnico-tattico mettendo così in atto quando detto alla vigilia dal cittì Savoldi.
Con il gruppo sempre bello compatto, si arriva all’ultimo giro con le quattro azzurrine nelle posizioni di testa assieme a cicliste di Olanda, Belgio, Spagna e Gran Bretagna. Sul Bemelerberg, salita di 900 metri con una pendenza massima del 7%, nessun colpo di scena. Scintille all’attacco del Cauberg con le Ilaria Sanguineti, Alice Maria Arzuffi ed Asja Paladin, tutte a lavorare per Änna come viene soprannominata in squadra.
«Ho provato ad attaccare già all’inizio del Cauberg, ho scollinato per prima. Speravo di potercela fare anche perché l’inglese in quel momento non c’era – racconta l’altoatesina portacolori della Vecchia Fontana Friuli che si allena sulle ciclabili della sua valle -. La Garner è stata riportata in gruppo dalla campionessa mondiale di crono Elinor Barker che l’ha portata fino a 100 metri dall’arrivo lanciandole così la volata. Io comunque posso ritenermi molto soddisfatta, è una medaglia molto importante».
La Garner, britannica di Leichestershire, il giorno dopo aver festeggiato il compleanno della maggior età ha coronato una stagione indimenticabile che l’ha vista trionfare ad agosto in Europa sia su strada sia su pista (scratch ed inseguimento a squadre).
L’argento è andato al collo della norvegese Eline Gleditsch Brustad mentre la nostra Anna Zita ha lasciato giù dal podio la neozelandese Sophie Williamson, difendendo con i denti una medaglia di bronzo comunque straordinaria.
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