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BOLZANO. Un catamarano, due uomini e un oceano da affrontare da soli: l’Atlantico. L’ambizione e dunque la missione di Maurizio Vettorato e Andrea Gancia è quella di battere due record del mondo di traversata oceanica. Un’impresa apparentemente ardua, ma la coppia - Bolzanino il primo, romano il secondo - non sono decisamente nuovi ad avventure estreme di questo tipo.
Vettorato vanta nel suo curriculum la partecipazione alla Transat 650 (dalla Francia al Brasile), la regina delle regate oceaniche in solitaria su barche di soli 6,50 metri, mentre Gancia ha già firmato un record, partendo da Dakar e arrivando a Guadalupa (2700 miglia marine) in 13 giorni e 13 ore con Matteo Miceli, record battuto due anni dopo da un equipaggio francese che ha concluso la traversata in 11 giorni e 11 ore. Ma ora Gancia vuole tornare ad essere il detentore di questo primato, e per riuscirci ha scelto Vettorato come suo compagno. Insieme i due hanno già preso parte quest’estate all’Archipelago Raid, regata internazionale per catamarani tra i fiordi scandinavi. Extremecat (questo il nome del team scelto dai due) mirerà a battere il record di traversata dell’Atlantico (da Dakar a Guadalupa) con un catamarano sportivo di 20 pieni (6 metri) non abitabile. Ci proveranno durante i mesi di gennaio 2011 e aprile, mentre il secondo primato cercheranno di stabilirlo fra settembre e novembre da New York a Lorient. Dal Senegal ai Caraibi, dagli Usa alla Francia, la coppia cercherà l’impresa a bordo di un catamarano di 20 piedi. La missione non è semplice. Il team Extremecat lo sa e sta lavorando sodo per prepararsi. In ottica del raggiungimento del guinness dei primati, Vettorato e Gancia parteciperanno a Raid in Europa e in Italia con catamarani da 18 piedi, oltre a qualche tappa del Campionato italiano. Il vero banco di prova sarà comunque ad agosto, quando i due italiani saranno ai nastri di partenza dell’Archipelago Raid.
I due hanno già preso parte all’edizione passata di questa regata internazionale (tra Svezia e Finlandia), ma la loro prova non era stata fortunata e si erano dovuti ritirare. Fatto tesoro di quell’esperienza, i due ci riproveranno e questa volta le ambizioni non mancheranno. «In una gara così - spiega Vettorato - le sollecitazioni fisiche e gli sforzi psicologici attenuano la reattività motoria, oltre alle innumerevoli fatiche a cui sono sottoposti i partecipanti. Infatti, a volte ci si trova costretti anche a remare. Sulle spiagge sono posizionati i vari check point e sono raggiungibili prima nuoto, quindi di corsa: insomma è proprio una prova massacrante. Per la notte, dobbiamo montare le tende e l’unico conforto (solo per chi arriva nel tempo limite) è un pasto caldo al giorno fornito dall’organizzazione. Questa regata è unica nel suo genere, sia per lo sforzo psicofisico che richiede, sia per la bellezza dei paesaggi che si incontrano durante la navigazione tra più di mille isole».
Vettorato vanta nel suo curriculum la partecipazione alla Transat 650 (dalla Francia al Brasile), la regina delle regate oceaniche in solitaria su barche di soli 6,50 metri, mentre Gancia ha già firmato un record, partendo da Dakar e arrivando a Guadalupa (2700 miglia marine) in 13 giorni e 13 ore con Matteo Miceli, record battuto due anni dopo da un equipaggio francese che ha concluso la traversata in 11 giorni e 11 ore. Ma ora Gancia vuole tornare ad essere il detentore di questo primato, e per riuscirci ha scelto Vettorato come suo compagno. Insieme i due hanno già preso parte quest’estate all’Archipelago Raid, regata internazionale per catamarani tra i fiordi scandinavi. Extremecat (questo il nome del team scelto dai due) mirerà a battere il record di traversata dell’Atlantico (da Dakar a Guadalupa) con un catamarano sportivo di 20 pieni (6 metri) non abitabile. Ci proveranno durante i mesi di gennaio 2011 e aprile, mentre il secondo primato cercheranno di stabilirlo fra settembre e novembre da New York a Lorient. Dal Senegal ai Caraibi, dagli Usa alla Francia, la coppia cercherà l’impresa a bordo di un catamarano di 20 piedi. La missione non è semplice. Il team Extremecat lo sa e sta lavorando sodo per prepararsi. In ottica del raggiungimento del guinness dei primati, Vettorato e Gancia parteciperanno a Raid in Europa e in Italia con catamarani da 18 piedi, oltre a qualche tappa del Campionato italiano. Il vero banco di prova sarà comunque ad agosto, quando i due italiani saranno ai nastri di partenza dell’Archipelago Raid.
I due hanno già preso parte all’edizione passata di questa regata internazionale (tra Svezia e Finlandia), ma la loro prova non era stata fortunata e si erano dovuti ritirare. Fatto tesoro di quell’esperienza, i due ci riproveranno e questa volta le ambizioni non mancheranno. «In una gara così - spiega Vettorato - le sollecitazioni fisiche e gli sforzi psicologici attenuano la reattività motoria, oltre alle innumerevoli fatiche a cui sono sottoposti i partecipanti. Infatti, a volte ci si trova costretti anche a remare. Sulle spiagge sono posizionati i vari check point e sono raggiungibili prima nuoto, quindi di corsa: insomma è proprio una prova massacrante. Per la notte, dobbiamo montare le tende e l’unico conforto (solo per chi arriva nel tempo limite) è un pasto caldo al giorno fornito dall’organizzazione. Questa regata è unica nel suo genere, sia per lo sforzo psicofisico che richiede, sia per la bellezza dei paesaggi che si incontrano durante la navigazione tra più di mille isole».


