BOLZANO. Cosa accomuna una carabina ed un origami? Tranquillità e precisione. Se non ci credete basta chiedere a Petra Zublasing. La tiratrice altoatesina, recentemente avvicinatasi al mondo variopinto ed intricato degli origami, è una delle punte di diamante della spedizione azzurra alle Olimpiadi di Rio de Janeiro. Sulla 27enne atleta di Appiano lo sport italiano punta molto. Ciò significa che da Petra ci si attende una medaglia. Insomma, è nella lista poi non così segreta del Coni degli atleti che possono salire sul podio. Ma nello sport nulla è certo e l’Olimpiade è una di quelle manifestazioni dove le sorprese, sia in negativo che positivo, sono sempre in agguato.

«Gli origami mi piacciono molto, sono sinonimo di tranquillità e pace, proprio come quella che c’è quando sei sulla linea di tiro – dice Petra – Io sono una persona che parla tanto ma quando sono al poligono devo stare in silenzio almeno per un’ora, il tempo della gara. L’obiettivo è fare la mia gara senza poi pentirmi di nulla, il resto vedremo».

Petra sarà la prima della nutrita pattuglia dei regionali (in totale 12) ad entrare in scesa. La sua casa sarà il National Shooting Center a Deodoro, località a nord rispetto al villaggio olimpico di Barra. Romperà il ghiaccio sabato 6 agosto quando è in calendario la gara della carabina 10 metri. In questa specialità la portacolori dei Carabinieri vanta un palmares con meno acuti ma abbellito dall’oro mondiale vinto due anni fa in Spagna e che gli ha consentito di inaugurare la lista degli atleti italiani qualificati per i Giochi in Brasile. Nel ranking 2016, che vede al comando la serba Andrea Arsovic e ben quattro cinesi ai primi sei posti (ci saranno Du Li e la campionessa uscente Yi Siling), la Zublasing è solo 18esima. Ma è nella specialità della carabina 50 metri (3 posizioni) che negli ultimi tre anni Petra è cresciuta davvero tanto, diventandone una delle migliori interpreti a livello mondiale. L’oro ai Giochi Europei di Baku nel 2015, tre vittorie in Coppa del mondo, il successo nella finale di Coppa negli ultimi tre anni ne sono la più chiara ed evidente testimonianza. Ed è proprio nella gara dove il bersaglio è più lontano che cercherà di tingere d’oro la sua seconda Olimpiade (gareggiò anche a Londra 2012).

A colpire è la sua impressionante precisione, la sua imperturbabilità e la sua freddezza. A terra, in piedi o genuflessa, cambia poco. Difficile davvero cogliere qualche differenza. L’altoatesina, terza della graduatoria mondiale, ha dato dimostrazione di essere molto precisa da ogni posizione. Ma chi saranno le altre pretendenti all’oro e comunque al podio? Complessivamente sulla linea di tiro per le qualificazioni saranno in 37. L’avversaria più temibile è senza dubbio la croata, primatista del mondo, Snjezana Pejcic. La Germania non schiererà le atlete che si sono meritate la qualificazione e nemmeno Jolyn Beer, seconda al mondo quest’anno. Le teutoniche saranno Barbara Engleder (quarta del ranking) ed Eva Rösken. La Cina non schiererà Chen Dongqi bensì s’affiderà Du Li e Zhang Binbin. Molto temibili restano la mongola Gankhuyag Nandinzayaa, la serba Ivana Maksimovic, che tenterà di difendere l’oro vinto quattro anni fa, e la ceca Adéla Sýkorová, bronzo nel 2012.

La Zublasing ha scelto di praticare il tiro a segno quasi per caso. Tanti anni fa alla festa del suo compleanno, un amico aveva portato un pistola di plastica. Sbocciato l’amore, la richiesta al padre di andare a provare al poligono. Quel capriccio adesso è diventato il suo lavoro. Petra è fidanzata con Niccolò Campriani, “Re della carabina” che quattro anni fa a Londra fece incetta di medaglie (oro nella 3 posizioni e argento nei 10 metri aria compressa). Entrambi lo scorso anno a Baku salirono assieme sul gradino più alto del podio per aver conquistato l’oro nella gara mista. Ma tra gli altri record che vanta c’è una curiosità legata sempre alla rassegna “olimpica continentale” svoltasi dodici mesi fa sulle rive del mar Caspio. Al termine di una prova perfetta totalizzando 464,7 punti non si è limitata a battere le avversarie ma il suo è stato un punteggio che le avrebbe consentito di vincere anche la competizione maschile e quindi battere il compagno Niccolò.

Tutto il mondo del tiro a segno sa di cosa lei è capace. La Zublasing dovrà reggere la pressione e la tensione. Anche se, va detto, lei ha più volte dimostrano che le gambe non le tremano affatto. Quando ha in mano la sua carabina niente sembra spaventarla e nulla sembra impossibile. E allora quello di Rio de Janeiro può essere definito un vero e proprio appuntamento con la storia. Per entrarci definitivamente. Un nome da scolpire e da non dimenticare più. A suon di 10,6, 10,7, 10,8. Perché, mai come un questo caso, sono i numeri a fare la differenza. In ballo c’è una medaglia d’oro a cinque cerchi.

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