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BOLZANO. L’ambientazione è suggestiva: il bosco, il lago di Monticolo discreta presenza oltre la collina, una fauna selvatica timida ma presente. Potrebbe essere il paesaggio ideale per ambientare una favola, in realtà il centro sportivo di Maso Ronco è una struttura all’avanguardia: qui si allena l’Alto Adige, qui la Germania ha preparato la sua avventura mondiale e sempre qui ha sede il Tc Rungg, un gioiello del tennis che ogni estate ospita un Futures Atp tra i più importanti del circuito ed è sulla terra rossa di Maso Ronco che hanno preso il volo per il circuito mondiale talenti come la Santangelo e Dustov.
Il regista dell’operazione è Manuel Gasbarri, già campione d’Italia a squadre con il Ct Bolzano, grande promessa del tennis italiano a livello giovanile, comunque numero 10 d’Italia. È anche grazie a lui che il circolo si è consolidato con numeri importanti: 300 soci, 160 allievi della scuola tennis, 6 maestri, un preparatore atletico, sette campi di cui quattro coperti, una palestra e anche un servizio navetta per prendere i ragazzi a scuola e riportarli a casa.
Insomma, siamo ad Appiano ma sembra di essere in Florida.
«Abbiamo messo in piedi una bella struttura - esordisce Manuel Gasbarri, il direttore tecnico del Tc Rungg - e la soddisfazione più bella è che riusciamo a far convivere la base sociale del circolo con l’attività agonistica, due elementi che tradizionalmente nei circoli sono in antagonismo».
Il Rungg è a caccia di campioni?
«Premesso che per diventare dei professionisti la strada è durissima e oggi più di ieri. Noi cerchiamo di migliorare tecnicamente i ragazzi, di prepararli sotto il profilo fisico, tecnico e mentale premettendo però che per diventare competitivi a livello mondiale ci vuole il concorso di più componenti».
C’è un modello Rungg?
«Ho messo la mia esperienza e quella dei mie collaboratori a disposizione dei ragazzi che vengono messi nelle condizioni ideali per fare bene, C’è anche un pool di sponsor che ci sostiene e che ci permette ad esempio di mettere a disposizione un tecnico che segue i ragazzi anche durante i tornei».
Da dove arrivano i ragazzi?
«Un po’ da tutta la regione, ci siamo fatti un nome».
Ci sono potenziali campioncini?
«Ci sono ragazzi interessanti come i fratelli Pecoraro, Dellagiacoma, Nicolussi, la Meliss. Sono tutti molto giovani e si stanno affacciando a livello agonistico importante».
Il nome Rungg però sta facendo il giro del mondo....
«Sono tecnico ufficiale dell’Italia per il master mondiale del Nike Tour che si tiene in Florida eppoi abbiamo stretto un accordo con una importante società di management sportivo di Londra che ha sotto contratto un ragazzino serbo del 2000 tra i più forti del mondo e che si allenerà con noi per dieci giorni al mese. Un riconoscimento importante perchè vuol dire che siamo stati individuati a livello internazionale come luogo adatto dove far crescere nel migliore dei modi i giovani talenti».
La Santangelo, Seppi, la Knapp: come mai tanti altoatesini o comunque cresciuti in Alto Adige al top mondiale?
«Perchè ci sono ottime strutture e per la determinazione dei ragazzi. I numero sono buoni a livello under 16 ma poi c’è un netto calo dopo i sedici anni. È in questo segmento che dovrebbe intervenire la Federazione a livello nazionale perchè soprattutto a livello maschile la maturazione agonistica è più lenta e troppo spesso gli over 16 e over 18 vengono lasciati soli. Insomma, non si vedono più fenomeni alla Wilander che a 17 anni vincono a Parigi».
C’è ancora il fenomeno dei genitori che puntano tutto sul progetto del figlio campione?
«Un po’ sì, ma sta a noi renderli consapevoli che il percorso è lungo, tortuoso e che non basta un buon braccio per emergere».
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