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Cavalese. Con la bici ora si può pedalare in quasi libertà grazie alla ‘fase 2’, ma per le competizioni non si sa ancora bene quanto si dovrà aspettare. E così chi brama confrontarsi con amici e rivali si deve giocoforza accontentare delle gare “virtual”. Lo fanno anche i pro con le tappe del Giro e con alcune classiche, ma per gli amatori che frequentano le granfondo è nata l’opportunità di un circuito con quattro eventi tra i più gettonati, ovvero GF Sportful, GF Gavia e Mortirolo, GF Fausto Coppi e pure la regionale Marcialonga Cycling Craft, appunto in versione virtual.
Nei giorni scorsi tutti sui rulli (e bici) per affrontare virtualmente i 22 km da Predazzo a Passo San Pellegrino, un bel tratto del percorso originale con una salita decisamente famosa. Gli organizzatori della Marcialonga Cycling Craft avevano già alzato bandiera bianca per la 14.a edizione del 31 maggio spostandola al 2021, l’occasione di offrire ai propri fedelissimi una bella sfida è stata così molto apprezzata, quasi 600 iscritti e 487 partecipanti.
Vale la pena approfondire il discorso della competizione “virtual”. Intanto ci sono due tipi di rulli, quelli recenti e tecnologicamente all’avanguardia che consentono di interagire con il timing e quelli vecchio modello che propongono il tracciato con le dovute difficoltà ma senza il collegamento on line. C’è anche il “problema” della dichiarazione del peso, che incide sulla performance. Ma la Virtual Marcialonga Craft voleva essere un momento di aggregazione e di sport in un periodo in cui la pandemia ha castrato le ambizioni di tanti ciclisti. Che sia stato un successo è anche confermato dalle oltre 35.000 visualizzazioni della diretta sul web della gara, in cui i video-spettatori hanno potuto seguire il commento tecnico di ‘Zorro’ Zorzi e gli interventi di tanti campioni, anche di Mölgg, Dutto e Pasqualon.
Alla fine il vincitore è stato Simone Bernardini che ha …tagliato il traguardo in 50’47”, ben sotto i tempi previsti, mentre tra le donne successo dell’australiana Meg Brown col tempo di 1h6’9”. Allo start il “pro” bassanese Andrea Pasqualon della formazione belga Circus – Wanty Gobert è stato il più veloce e fino all’imbocco di Moena sembrava essere in gran giornata. Poi, quando la salita verso il San Pellegrino ha mostrato le prime erte, Pasqualon è stato raggiunto, affiancato e sorpassato da Depaul e Barazzuol, col primo che dopo 15 km ha cercato di prendere il largo, con successo. Da dietro nel frattempo faceva capolino anche Bernardini e nei primi dieci si faceva notare pure il triatleta fiemmese Alessandro Degasperi, che a sua volta aveva avvicinato Michelon.Dopo circa 15 km di pedalate, a Ronchi, Bernardini era davanti a tutti con Depaul e Barazzuol ad inseguire e Degasperi a risalire fino al sesto posto. Il finale non ha cambiato di molto la situazione, con Bernardini a prevalere su Depaul e Barazzuol e l’australiana Meg Brown uno scalino su tutte. Tra i campioni - lui lo è stato di biathlon e diventato famoso per il commento tecnico dei Mondiali di Anterselva sui canali RAI - c’era Pietro Dutto. Ma anche nelle ‘virtual’ ci sono i problemi meccanici, al via il biatleta ha lamentato un disguido ai rulli ed è ripartito con un po’ di ritardo, ma grazie al real time si è piazzato buon 9°. Molto determinato Manfred Mölgg, che si è visto nella diretta web spesso affrontare in piedi sui pedali le salite più ardite, classificandosi poi 144°. Il già campione del mondo di motociclismo Marco Melandri ha faticato più del dovuto. Sui pedali nella sua Carisolo ha sudato le proverbiali sette camicie, evidentemente gli mancano le discese dove sa osare di più e dove le pieghe gli vengono meglio. Si è ritrovato, alla fine, 187°, ma ugualmente soddisfatto: “è stata una bella esperienza - ha detto - ora cercherò di farmi trovare più allenato per la prossima Marcialonga sugli sci. Lo scorso gennaio mi sono divertito molto, ma ho pagato la stanchezza”. Chi ha dato forfait all’ultimo è stato Cristian Zorzi. Il moenese ha lamentato il mancato arrivo dei rulli, poi ha aggiunto che fare ‘virtualmente’ il San Pellegrino è molto dura, molto più che in bici e così si è divertito a fare il commentatore nella diretta web.Soddisfatti anche gli organizzatori, col presidente Angelo Corradini e il direttore generale Davide Stoffie a fare i complimenti ai partecipanti e ai tecnici del circuito che hanno inventato questa serie. Non è detto che Marcialonga non prenda buona nota anche per altre occasioni, magari una “Cycling” invernale oppure un’iniziativa simile per la granfondo sugli sci. Nel frattempo il comitato lavora in vista dei prossimi eventi, la 18.a Marcialonga “Running” Coop del 6 settembre e, ovviamente, per la 48.a Marcialonga Skiing del 31 gennaio 2021.
Nei giorni scorsi tutti sui rulli (e bici) per affrontare virtualmente i 22 km da Predazzo a Passo San Pellegrino, un bel tratto del percorso originale con una salita decisamente famosa. Gli organizzatori della Marcialonga Cycling Craft avevano già alzato bandiera bianca per la 14.a edizione del 31 maggio spostandola al 2021, l’occasione di offrire ai propri fedelissimi una bella sfida è stata così molto apprezzata, quasi 600 iscritti e 487 partecipanti.
Vale la pena approfondire il discorso della competizione “virtual”. Intanto ci sono due tipi di rulli, quelli recenti e tecnologicamente all’avanguardia che consentono di interagire con il timing e quelli vecchio modello che propongono il tracciato con le dovute difficoltà ma senza il collegamento on line. C’è anche il “problema” della dichiarazione del peso, che incide sulla performance. Ma la Virtual Marcialonga Craft voleva essere un momento di aggregazione e di sport in un periodo in cui la pandemia ha castrato le ambizioni di tanti ciclisti. Che sia stato un successo è anche confermato dalle oltre 35.000 visualizzazioni della diretta sul web della gara, in cui i video-spettatori hanno potuto seguire il commento tecnico di ‘Zorro’ Zorzi e gli interventi di tanti campioni, anche di Mölgg, Dutto e Pasqualon.
Alla fine il vincitore è stato Simone Bernardini che ha …tagliato il traguardo in 50’47”, ben sotto i tempi previsti, mentre tra le donne successo dell’australiana Meg Brown col tempo di 1h6’9”. Allo start il “pro” bassanese Andrea Pasqualon della formazione belga Circus – Wanty Gobert è stato il più veloce e fino all’imbocco di Moena sembrava essere in gran giornata. Poi, quando la salita verso il San Pellegrino ha mostrato le prime erte, Pasqualon è stato raggiunto, affiancato e sorpassato da Depaul e Barazzuol, col primo che dopo 15 km ha cercato di prendere il largo, con successo. Da dietro nel frattempo faceva capolino anche Bernardini e nei primi dieci si faceva notare pure il triatleta fiemmese Alessandro Degasperi, che a sua volta aveva avvicinato Michelon.Dopo circa 15 km di pedalate, a Ronchi, Bernardini era davanti a tutti con Depaul e Barazzuol ad inseguire e Degasperi a risalire fino al sesto posto. Il finale non ha cambiato di molto la situazione, con Bernardini a prevalere su Depaul e Barazzuol e l’australiana Meg Brown uno scalino su tutte. Tra i campioni - lui lo è stato di biathlon e diventato famoso per il commento tecnico dei Mondiali di Anterselva sui canali RAI - c’era Pietro Dutto. Ma anche nelle ‘virtual’ ci sono i problemi meccanici, al via il biatleta ha lamentato un disguido ai rulli ed è ripartito con un po’ di ritardo, ma grazie al real time si è piazzato buon 9°. Molto determinato Manfred Mölgg, che si è visto nella diretta web spesso affrontare in piedi sui pedali le salite più ardite, classificandosi poi 144°. Il già campione del mondo di motociclismo Marco Melandri ha faticato più del dovuto. Sui pedali nella sua Carisolo ha sudato le proverbiali sette camicie, evidentemente gli mancano le discese dove sa osare di più e dove le pieghe gli vengono meglio. Si è ritrovato, alla fine, 187°, ma ugualmente soddisfatto: “è stata una bella esperienza - ha detto - ora cercherò di farmi trovare più allenato per la prossima Marcialonga sugli sci. Lo scorso gennaio mi sono divertito molto, ma ho pagato la stanchezza”. Chi ha dato forfait all’ultimo è stato Cristian Zorzi. Il moenese ha lamentato il mancato arrivo dei rulli, poi ha aggiunto che fare ‘virtualmente’ il San Pellegrino è molto dura, molto più che in bici e così si è divertito a fare il commentatore nella diretta web.Soddisfatti anche gli organizzatori, col presidente Angelo Corradini e il direttore generale Davide Stoffie a fare i complimenti ai partecipanti e ai tecnici del circuito che hanno inventato questa serie. Non è detto che Marcialonga non prenda buona nota anche per altre occasioni, magari una “Cycling” invernale oppure un’iniziativa simile per la granfondo sugli sci. Nel frattempo il comitato lavora in vista dei prossimi eventi, la 18.a Marcialonga “Running” Coop del 6 settembre e, ovviamente, per la 48.a Marcialonga Skiing del 31 gennaio 2021.


