BOLZANO. «Non ho mai fornito e consigliato sostanze dopanti ad Alex Schwazer e non ho mai incaricato Alex di comprare doping per me». Karl Wechselberger respinge le accuse mosse nei suoi confronti e nega qualsiasi legame, se non per sola conoscenza, con Alex Schwazer.

Wechselberger, cavaliere di 43 anni originario di Prati di Vizze, ancora in attività e tra i migliori in Italia nel salto ostacoli, è stato inserito nel registro degli indagati per connivenza, cioè essere stato a conoscenza e aver acconsentito, senza aver partecipato, ad un atto illegale. Il cavaliere lo abbiamo incontrato ieri a Bolzano, è apparso sereno e si reputa innocente.

Signor Wechselberger, quali sostanze dopanti ha acquistato Schwazer per lei ad Antalya?

«Questa cosa non corrisponde alla verità. Io non ho commissionato nessuno e lui non ha comprato nulla per me. Non sapevo che lui andava in Turchia. Se avessi voluto comprare doping sarei andato assieme a lui, non crede?».

Cosa vi siete detti al telefono prima della partenza di Alex per la Turchia? Tabulati telefonici parlano di vostri frequenti contatti in questi giorni...

«E’ stato un puro caso. Non ricordo cosa ci siamo detti, penso come sempre per salutarci o darci appuntamento per un aperitivo. Non ci vedevamo spesso perché lui si allenava a Milano. Conosco Alex da circa vent’anni, siamo amici. Anzi, meglio dire conoscenti che abitano a cinque chilometri di distanza. Non sapevo della sua lista con il doping da comprare in Turchia».

Dove vi incontravate e chi c’era con voi?

«A Vipiteno. Siamo andati anche a cena assieme, qualche volta venivano con noi amici comuni ma nessuno dello staff di Alex».

Lei conosce Carolina Kostner, la fidanzata di Alex?

«Sì, l’ho vista una volta ma lei non veniva mai con noi».

Lei ed Alex parlavate di doping?

«Assolutamente mai».

Perché lei era in possesso di una sim-card italiana ma intestata ad un cuoco slovacco che ora risiede in Germania?

«Piano piano, nessuna copertura perché tante persone avevano il mio numero che ho utilizzato per due anni. L’ho scoperto dai giornali che era di uno slovacco».

Dove l’ha acquistata?

«L’ho trovata per terra davanti all’albergo di mio fratello a Vipiteno».

Perché non ha sporto denuncia di rinvenimento?

«Effettivamente sembra un mistero. Volevo restituirla ma poi si è rotto il mio cellulare e l’ho usata. Forse sì, qui ho sbagliato».

Da quella sim-card partivano le telefonate e gli sms per Alex...

«Non ricordo cosa c’era scritto nei miei e nei suoi sms. Si pensa che lui procurava sostanze dopanti per me ma non è così. Sinceramente non credo che il doping che Alex ha comprato potesse servire per i miei cavalli. Non lo so, non me ne intendo, ma credo che l’Epo non sarebbe andato bene per il mio sport».

Vi siete visti o sentiti al telefono recentemente?

«Ci siamo visti per cinque minuti tanto tempo fa a Vipiteno, poi non l’ho più visto né sentito».

Cosa le hanno sequestrato i carabinieri di Nas e Ros durante la perquisizione domiciliare?

«Quando sono venuti a casa mi hanno subito detto che volevano che consegnassi spontaneamente le sostanze dopanti che avevo. Ho subito detto che non avevo nulla e mai ne avevo possedute. Poi sono andati al maneggio e alla mia scuderia. Non è stato trovato niente, solo un vecchio barattolo con polvere bianca, un detersivo che serve per lavare i vestiti».