La campionessa

Wierer su Sinner: «Mai scambierei la mia vita con la sua, la privacy vale più di fama e successi»

La campionessa azzurra racconta l’attesa per Anterselva, ultima tappa della carriera. Dal rapporto con Giacomel e con il fuoriclasse del tennis alla parità nel biathlon e alla vita fuori dalle gare. Uno sguardo sincero su sport, futuro, maternità e libertà personale



BOLZANO. Nell’intervista a Dorothea Wierer pubblicata da La Stampa, la campionessa azzurra si racconta alla vigilia di Anterselva, che rappresenta per lei molto più di una tappa sportiva: «casa» e teatro delle ultime gare della carriera. Wierer vive l’attesa senza ossessione per l’oro, con attenzione ma senza estremismi, rivendicando l’importanza di saper vivere anche nei momenti più delicati.
 

Dal divano, tra ironia e affetto, segue i successi della nuova generazione, elogiando la forza di Tommaso Giacomel e raccontando la crescita di un movimento che, dai Giochi di Sochi 2014 in poi, è diventato competitivo a livello mondiale. Il biathlon, sottolinea, resta però uno sport imprevedibile, dove un refolo di vento può cambiare tutto.
 

Wierer ripercorre gli inizi, dagli sci indossati da bambina alla prima carabina, senza paura, fino alla consapevolezza maturata solo col tempo. Ammette di non essere mai stata ossessionata dalla carriera e di aver sempre difeso uno spazio di libertà personale, convinta che il divertimento e l’equilibrio siano stati la chiave per evitare i momenti bui vissuti da molti atleti.
 

Parlando di popolarità, dice di non invidiare la vita di Jannik Sinner, perché la privacy per lei resta un valore irrinunciabile. Rivendica con naturalezza la parità nel biathlon, senza etichette ideologiche, e respinge i cliché sull’immagine: i risultati, ribadisce, sono sempre venuti prima.  Guardando al futuro, Wierer confessa il desiderio di maternità e qualche rimpianto per non aver smesso prima, ma senza rimorsi. Si immagina ex atleta in modo semplice: ordine negli armadi e relax sul divano. Un addio allo sport vissuto con lucidità, ironia e profondo legame con le sue montagne.













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