L’ex imperatore immobiliare austriaco, arrestato nel 2025 dopo il crack del gruppo Signa, ha ottenuto il permesso dai vertici del penitenziario e della Procura. Inizierà un corso di formazione in carcere a Innsbruck. Resta indagato anche in Italia
Il suo legale: «L'estradizione non è ammissibile». Escluso anche che possa venire volontariamente per difendersi. Ma potrebbe esserci una rogatoria internazionale
A giorni è attesa la conclusione delle indagini della Procura di Trento su affari e politica.
Il tycoon sarà difeso da un pool tra i più importanti di Roma. E martedì comincia il processo in Austria per il crac di Signa
Per la Procura per gli Affari Economici e la Corruzione avrebbe “impedito o ridotto il soddisfacimento di crediti, accantonando beni”. Il risarcimento danni presunto ammonta a circa 660.000 euro
La richiesta di scarcerazione, presentata dal suo avvocato difensore Norbert Wess, è stata rispinta dal Tribunale della capitale austriaca. Anche la Procura di Trento indaga sul magnate 47enne
Il tykoon austriaco del maxi progetto Waltherpark resta in carcere, accusato di associazione a delinquere dalla procura che indaga sul mega-crac dell'impero Signa
Il presidente della Provincia alla Tiroler Tageszeitung torna sull’inchiesta su affari e politica: «Mie intercettazioni? Nulla di cui vergognarmi». E avverte: «C’è una polarizzazione della società, i partiti faticano a dare risposte a domande nuove»
Dopo il mega-crac della Signa non avrebbe potuto usarla. Il curatore fallimentare Andreas Grabenweger: «Stile di vita scandaloso» (in foto l’articolo sul Kronen Zeitung)
In Alto Adige non ci sono politici indagati. Dalle carte dell’inchiesta è uno scambio di informazioni con il commercialista bolzanino e i suoi sottoposti che passerebbe dai contatti con Kompatscher e Caramaschi a quelli con Walcher e Seppi
Il magnate austriaco 47 anni, spesso si reca nella sua residenza a Sirmione e sembra che in un primo momento le autorità italiane lo volessero arrestare proprio lì
Relazioni e pressioni, le carte dell’indagine della Procura di Trento rivelano un clima di paura tra i funzionari che non potevano dire di no. Hager veniva definito “l’influencer di tutti”