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(di Angelo Cerulo) (ANSA) - NAPOLI, 08 APR - Rimettere al centro il cibo come fatto culturale, storico e tradizionale. In una logica che vuole salvare le produzioni agricole in via di estinzione, contribuire a dare più salute alle persone, offrire un contributo alla salvaguardia dell'ambiente perché si propone un cibo che ha bisogno di pochi input per essere prodotto rispetto alle proteine animali. Sono alcuni degli obiettivi della quinta edizione di 'Leguminosa 2026' (in programma nella Stazione Marittima di Napoli l'11 e il 12 aprile) spiegati oggi, in un incontro, da Patrizia Spigno, presidente di Slow Food Campania associazione promotrice della kermesse. "Vogliamo contribuire ad avvicinare produttori e consumatori nel segno dell'alimentare buono, pulito, giusto, sano" ha sottolineato Spigno ricordando che sono 109 i legumi tradizionali campani tutti a rischio di estinzione: "La gente non consuma più i legumi come una volta e spesso vengono comprati prodotti esteri mentre andrebbero valorizzate e sostenute le nostre tante piccole e medie aziende legate al territorio che offrono prodotti di qualità". "Certo - ha aggiunto - i quantitativi sono limitati e i costi, qualche volta, sono superiori ma vale la pena spendere un poco in più per avere prodotti qualitativamente superiori".
A latere dell'evento - nel quale vi saranno prodotti campani ma anche di altre aree del Sud e del Centro Italia - il Comune di Napoli porta il suo contributo; lo ha spiegato Luigi Carbone, presidente della Commissione Turismo, Cultura e Attività Produttive e vice presidente di Anci Campania: "Oltre al patrocinio morale - ha detto - sosteniamo un progetto come 'Leguminosa Off'; si tratta di percorsi per turisti e napoletani che abbineranno un luogo insolito ad un prodotto vegetale. Ciò per dare un'idea di un turismo sostenibile che non va solo nei luoghi già molto noti del centro ma anche nelle parti collinari". Un legume, ha evidenziato Carbone, "per far capire che la città non è solo 'fast food' che si vede anche sui social... A Napoli non si viene a mangiare solo una 'frittura veloce' ma è anche un'area di eccellenza con alle porte della città tante proposte produttive spesso presenti anche nella cinta urbana come la zona della Sanità e di Capodimonte".
Leguminosa, dunque, hanno spiegato i promotori, per contrastare il consumo veloce, l'esperienza da portare via, il 'cibo-souvenir'. Al centro ci sono i legumi, piccoli, antichi, spesso dimenticati. Eppure fondamentali. Non solo per ciò che rappresentano nella tradizione alimentare, ma per quello che possono ancora diventare. (ANSA).


