(ANSA) - SAN CASCIANO VAL DI PESA (FIRENZE), 08 APR - A dieci anni dalla scomparsa di Giacomo Tachis (1933-2016), figura chiave e rivoluzionaria nella produzione del vino italiano, Vinitaly ospita una Masterclass dedicata al grande enologo e 'inventore' di vini bestseller, organizzata da Somm is the Future in collaborazione con Assoenologi, che riunisce enologi e sommelier per rileggere la sua eredità attraverso alcuni dei vini più rappresentativi nati dalla sua visione. Appuntamento lunedì 13 aprile alle ore 14 con l'evento "10 anni dopo Tachis - I vini che hanno cambiato l'Italia".
    Il cuore dell'iniziativa è un format che mette al centro il dialogo: enologi e sommelier a confronto sullo stesso palco.
    Ogni vino sarà presentato attraverso una doppia voce: quella dell'enologo, che ne racconta genesi e visione produttiva, e quella del sommelier, che ne interpreta profilo sensoriale e ruolo nel contesto della ristorazione. La degustazione coinvolgerà alcune delle realtà d'eccellenza che hanno condiviso un legame significativo con Tachis: Argiolas, Donnafugata, Umani Ronchi, Casale Falchini, Tenuta San Guido, San Leonardo, Podere La Villa e Feudi del Pisciotto. Il filo conduttore è la visione di Tachis capace di interpretare il vino italiano in chiave moderna, valorizzando tanto i vitigni internazionali quanto gli autoctoni. Ogni azienda presenterà un vino simbolo di questa relazione, offrendo una testimonianza concreta dell'impronta lasciata da Tachis nei diversi contesti produttivi.
    A guidare la Masterclass saranno Paolo Porfidio, founder di Somm is the Future; Riccardo Cotarella, presidente di Assoenologi, e Paolo Brogioni, direttore di Assoenologi, insieme a Ilaria Tachis, figlia di Giacomo Tachis.
    "Ricordare Giacomo Tachis - spiega Porfidio - significa comprendere quanto il suo pensiero sia ancora presente oggi.
    Mettere insieme enologi e sommelier vuol dire creare un dialogo che è sempre stato necessario ma che oggi diventa fondamentale".
    Per Riccardo Cotarella "Tachis ha rappresentato una figura irripetibile per l'enologia italiana, capace di coniugare rigore scientifico e visione, contribuendo in maniera determinante alla crescita qualitativa del nostro vino nel mondo. A distanza di dieci anni, il suo insegnamento è ancora vivo e continua a orientare il lavoro degli enologi e delle aziende".
    "Dall'integrazione tra tecnica e narrazione - sottolinea Paolo Brogioni - nasce un racconto del vino più completo, autentico e contemporaneo, in continuità con l'eredità di Giacomo Tachis". (ANSA).