(ANSA) - ROMA, 18 SET - Clima estremo e tensioni geopolitiche complicano la campagna per il mais. A denunciarlo è Ailma, che all'interno di Assitol, Associazione Italiana dell'Industria olearia (Confindustria), rappresenta le aziende produttrici di mais alimentare. Sulla base delle indicazioni degli operatori, Ailma, che rappresenta più del 90% del settore, prevede una riduzione media della disponibilità di mais pari al 35%. "Ci troviamo - spiega il presidente Massimiliano Carraro - a fronteggiare un quadro assai negativo, non soltanto in Italia, ma in tutta Europa, dovuto al caldo torrido degli ultimi mesi, che ha inciso sia sulle quantità sia sulla qualità della materia prima". "Un dato che, purtroppo, avverte Carraro - si abbina al difficile quadro internazionale, rendendo ancora più critica l'attività delle aziende". "Al calo della materia prima si aggiungono - segnala Ailma - gli effetti dei conflitti in Ucraina e in Medio Oriente, che hanno determinato forti aumenti dei costi energetici, dei trasporti e degli imballi". "Rincari - sottolinea Carraro - che cerchiamo di non far ricadere sui consumatori ma che le aziende fanno sempre più fatica a sostenere".
    Secondo il Joint Research Center della Commissione europea la campagna 2026-27 può rilevarsi la peggiore degli ultimi trent'anni: le previsioni parlano di una produzione di 50,6 milioni di tonnellate mais, in calo di oltre il 10% rispetto alla campagna precedente. A soffrire di più la Francia, l'Ungheria e il Centro Europa. Fuori dall'Europa, la produzione negli Stati Uniti è risultata inferiore alle aspettative (401,33 Mt). I prezzi della materia prima hanno già registrato un primo aumento (+15%). (ANSA).