(ANSA) - PALERMO, 28 MAR - Un sistema di collari gps per tracciare, attraverso una app, i movimenti della mandria e le abitudini alimentari dei bovini di razza cinisara allo stato brado. Oltre ai macchinari, come la rotopressa per imballare il fieno, un trattore e una falciatrice. Sono queste le attrezzature acquistate grazie ai finanziamenti che ammontano a circa 200 mila euro di fondi Pac (Politica agricola comune), focalizzati sulle imprese agricole, sulla competitività e sulla sostenibilità, che il giovane allevatore Vincenzo Mastropaolo ha utilizzato per far crescere la sua impresa agro-zootecnica, che da tre generazioni ha messo radici sulle colline di Marineo, centro a una trentina di chilometri da Palermo.
    Mastropaolo è anche il vicepresidente del consorzio per la tutela e la valorizzazione della razza autoctona cinisara, ed è iscritto alla Coldiretti dove ha trovato supporto di consulenza per l'approccio ai progetti di sviluppo rurale finanziati dall'Europa. La sua mandria conta circa 120 capi e Vincenzo, 32 anni, conosce le sue cinisare una per una. "Porta l'aneddu" (porta l'anello) ha appena partorito una vitellina di 40 chili. Si decide il nome: si chiamerà Dina. L'imprenditore agricolo non nasconde l'emozione. Per lui il benessere animale e l'allevamento sostenibile sono due condizioni fondamentali. Ha puntato tutto sulla tutela delle mucche di razza cinisara.
    Accantonata la produzione di latte e prodotti caseari, Mastropaolo ha dedicato anni per indirizzare la sua visione verso la linea mucca-vitello, puntando su innovazione, sostenibilità e biologico.
 Le sue mucche vivono fuori dalla stalla, in mezzo alla natura, e soltanto in alcuni casi rientrano al riparo, per poi ritornare nelle verdi colline di Marineo. L'imprenditore
 fa a meno di mangimi e fa banchettare la sua mandria con il foraggio che produce in circa 20 ettari di terreno. A disposizione delle vacche ci sono almeno 200 ettari di territorio collinare, dove gli animali scelgono di muoversi in piena libertà, in compagnia dei propri vitellini che a volte vanno a trovare nella nursery all'interno di un capannone, protetti dai predatori. "Grazie ai finanziamenti siamo riusciti ad acquistare macchinari e ad applicare innovazione - dice l'allevatore - Spesso, i fondi europei sono una fonte certa per le aziende agricole, senza di questi il rischio è la chiusura". Ma a turbare Mastropaolo sono anche le notizie di possibili riduzioni dei fondi Pac per i prossimi anni e l'aumento del prezzo del carburante, che potrebbe mettere in ginocchio la produzione.
 "L'aumento del gasolio incide notevolmente sui costi - conclude il giovane imprenditore agricolo - così come le spese per la semina, la raccolta e le parti di ricambio dei macchinari. Un problema che mette in difficoltà il nostro lavoro e che assottiglia di molto i margini di guadagno". (ANSA).