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(di Luca Guazzoni) (ANSA) - LIVIGNO, 18 FEB - Una giacca che vale oro, un oro olimpico. È quella indossata da Stefano Saltari, chef di Casa Italia a Livigno: sul tessuto la firma di ogni medagliato della Valtellina, da Michela Moioli, la prima, a Flora Tabanelli, l'ultima in ordine cronologico. Un cimelio da incorniciare e che invece verrà regalato al suo migliore amico, Devis, appassionatissimo di sport. "Così sarà in buone mani... L'idea è nata un po' per caso - spiega lo chef azzurro all'ANSA -, un giorno sono uscito dalla cucina per chiedere un autografo a Moioli per un mio amico e lei mi ha firmato anche le giacca".
Da lì, un rito: dopo la cena, la sigla olimpica. "È l'esperienza più bella della mia carriera, senza ombra di dubbio. Sarà un bel ricordo, sto raccogliendo grandi soddisfazioni". Dalla cucina osserva i 'Medal Moment', guarda le gare - è andato anche allo Snow Park per tifare per Moioli-Sommariva nella staffetta di snowboard cross - e prepara leccornie per i quali riceve i complimenti da tutto il mondo.
Qui, infatti, passano varie delegazioni straniere che assaggiano specialità come tagliatelle ai funghi, maccheroni al cacio e pepe, specialità di pesce e il richiestissimo tiramisù: dopo due settimane di Giochi, saranno oltre 2mila i piatti preparati. "La cosa più strana? Gli australiani mettono l'aceto balsamico sulla pasta". Una lunga pausa è necessaria per digerire questa notizia.
Tifosissimo della Virtus Bologna di basket, Saltari - 44 anni da Monte Baducco, 40 abitanti, appennino emiliano - ha incontrato tutti gli ospiti d'onore passati per Casa Italia, dal presidente di Fondazione Milano Cortina Giovanni Malagò a Dominik Paris e Giovanni Franzoni: "Sono grandi personaggi, è un onore. Ho visto e apprezzato persone straordinarie, alla mano.
Non sono arrivate mai richieste particolari e tutti si sono sempre attenuti al menù del giorno". E dopo l'amaro, il pennarello in mano e la firma. (ANSA).


