(ANSA) - CATANIA, 12 OTT - Il consorzio di tutela Arancia rossa di Sicilia Igp richiama l'attenzione sul "prodotto extra Ue già presente nei supermercati italiani, con buccia dichiarata non edibile e trattamenti post-raccolta", mentre la raccolta nell'isola, nel rispetto della stagionatura, partirà tra due mesi.
    Secondo il presidente del consorzio, Gerardo Diana, "servono trasparenza, controlli e pari condizioni competitive".
    "Quando mancano ancora circa due mesi all'avvio della campagna relativa all'Igp - osserva Diana - in diversi supermercati sono infatti già comparse arance pigmentate sfuse o confezionate in rete, ma non si tratta di produzione italiana extra-precoce, bensì di frutti provenienti dall'emisfero sud, in particolare dal Sudafrica e nei mercati all'ingrosso è segnalata anche la presenza di prodotto australiano".
    "Non contestiamo il commercio internazionale - sottolinea Diana - anzi siamo convinti che la concorrenza sia un valore aggiunto nei confronti della crescita della qualità, ma rivendichiamo regole chiare, controlli rigorosi e condizioni eque affinché il consumatore sia nella condizione per poter distinguere immediatamente origine, stagionalità e trattamenti del prodotto che acquista, perché non è accettabile che l'immagine costruita in decenni dall'agrumicoltura siciliana venga utilizzata per rendere equivalenti frutti che equivalenti non sono per provenienza, filiera e modalità di gestione post-raccolta".
    In particolare, ricostruisce il Consorzio, la varietà indicata in etichetta è Tarocco. È sul retro della confezione, però, che emerge l'elemento più rilevante: sulla rete da un chilogrammo viene specificato che la buccia non è edibile e sono dichiarati trattamenti post-raccolta che non sarebbero autorizzati sulla frutta in Italia: principi attivi ad azione fungicida come fludioxonil registrato solo per l'uso in campo, azoxystrobin non registrato per utilizzi sull'agrumicoltura e pyrimethanil registrato solo per l'uso post raccolta.
    A destare ulteriore preoccupazione, spiega il Consorzio, è anche la richiesta rivolta all'Unione europea da 19 Paesi extra UE sul principio di reciprocità nell'impiego dei prodotti fitosanitari. (ANSA).