(ANSA) - PERUGIA, 19 MAR - "Basta masochismo del vino italiano": è l'appello del presidente di Assoenologi, Riccardo Cotarella, intervenuto al convegno 'Ripensare il vino: strumenti e strategie per crescere in un mercato che cambia', promosso insieme a Pier Paolo Chiasso, riservato alle sole aziende che hanno la consulenza tecnica, con la partecipazione di produttori, responsabili marketing e giornalisti. L'iniziativa, ospitata nella sede della scuola di formazione di personale di sala Intrecci, nasce come momento di confronto su quanto sta accadendo nel settore vitivinicolo a livello nazionale e internazionale, in una fase di profondi cambiamenti per il comparto.
    "Quando parlo di masochismo enologico intendo l'intero settore vitivinicolo", ha spiegato Cotarella. "Da anni - ha aggiunto - siamo attaccati da ogni fronte, spesso in maniera scorretta, non vera e ingiustificabile". Il riferimento è alle campagne che mettono in discussione il consumo di vino. "Si parla di danni alla salute - sostiene Cotarella - quando la stessa Onu ha chiarito che un consumo moderato non è dannoso".
    Secondo il presidente di Assoenologi, il comparto rischia però di farsi male anche da solo. "Ci stiamo penalizzando per inattivismo - ha detto Cotarella - per non essere stati capaci di spiegare al mondo che cos'è davvero il vino". Da qui la necessità di "decisioni ferme", perché "diversamente il vino soffrirà ancora per molti anni".
    Un passaggio centrale riguarda i giovani: "Se oggi si allontanano dal vino è anche responsabilità nostra. Non abbiamo saputo insegnare loro cosa rappresenta". Per Cotarella, infatti, il vino "non è una bevanda, ma cultura, tradizione, un'icona del genere umano, un modo di vivere e condividere i momenti migliori".
    Infine, un richiamo al valore strategico del settore per il Paese: "L'Italia non ha giacimenti di petrolio o pietre preziose, ma ha questo dono della natura che è il vino, sta a noi proteggerlo e valorizzarlo". (ANSA).