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(ANSA) - CONEGLIANO, 29 MAG - Pollice verso da Assoenologi all'utilizzo del nome Prosecco all'Australia per un periodo di transizione, stimato in circa 7-10 anni prima della cessazione definitiva, ma favorevoli all'accordo Ue-Mercosur. "Sono assolutamente contrario", ha ribadito il presidente nazionale di Assoenologi Riccardo Cotarella, a Conegliano (Treviso) a margine del 79/o Congresso nazionale di Assoenologi che raggruppa 500 soci. "Non so quali sono i giochi politici dare/avere - ha proseguito - ma ripeto di essere contrarissimo, a meno che ci siano delle giustificazioni che al momento mi sfuggono". Il congresso arriva in un momento difficile per l'enologia italiana "per la situazione economica e sociale - ha spiegato Cotarella - particolarmente complessa, difficoltà che interessano anche il mondo del vino, ma il settore guarda al futuro con prospettiva e ottimismo. Oggi più che mai c'è bisogno di unità e di costruire un nuovo linguaggio capace di dialogare con i giovani e contrastare posizioni di ostracismo sanitario che rischiano di penalizzare ingiustamente un patrimonio culturale, produttivo e identitario del nostro Paese". Cotarella ha confermato il calo dei consumi del vino, anche un cambio generazionale nell'approccio al "nettare di Bacco" che è più incline al vino dealcolato. Ma non dispera, ha sottolineato di essere "ottimista sul futuro" anche per la vicinanza del ministero dell'Agricoltura "che si ha dato un'assistenza consistente come non si poteva sperare, con un miliardo di euro che andrà a beneficio della comunicazione del vino. Ci è sempre vicino in tutte le manifestazioni e in tutto ciò che ci può servire, sulle leggi, e quindi come stanno le cose nel quadro generale non possiamo pretendere di più". Sul crollo del vino rosso, un calo di quello bianco con il solo settore spumantistico che corre nelle vendite, Cotarella ha auspicato un riequilibrio non troppo a lungo del mercato: "Spero non troppo a lungo, perché il nostro comparto non può sopportare una crisi così troppo lunga. Sono però talmente ottimista perché ho vissuto sessanta vendemmie e ogni tipo di crisi e ogni volta è stata risolta meglio di prima.
Oggi è più difficile ma ci riusciremo anche questa volta", ha concluso. (ANSA).


