- "I giovani non sono più amanti del vino, non lo conoscono, preferiscono certe bevande più o meno salutari, spritz piuttosto che superalcolici, bevande vere e proprie. Non parlano mai di vino perché non lo conoscono e siamo noi a non farglielo conoscere. E dobbiamo far presto per portarli a noi, perché loro sono i consumatori del futuro. Di questo passo il vino diventa un prodotto per nostalgici e basta". Lo ha detto Riccardo Cotarella, presidente Assoenologi, intervenuto al convegno della Coldiretti sul futuro dell'export vitivinicolo italiano.

  "Per quanto riguarda la riduzione della produzione, questa è una regola elementare che spiega in maniera semplicistica, bisogna produrre tanto quanto il mercato chiede - ha precisato il presidente - diversamente si agisce sul prezzo unitario, e questo è un aspetto anche piuttosto ricorrente nel nostro settore, dove a volte manca nei nostri produttori un po' di imprenditorialità". Quanto binomio vino e salute, Cotarella ha ricordato che l'Oms ha dichiarato che un consumo ragionevole, moderato e consapevole non è dannoso alla salute, ma è anzi propedeutico alla salute.


    "Abbiamo però ancora tanti media, giornali e televisioni fanatici che non trovano soddisfazione morale e materiale se non parlano male del vino - ha sottolineato ancora il presidente - cerchiamo di individuarli e raccontare loro le cose buone, che il vino è un prodotto della terra, è la nostra bandiera, la nostra icona, e nessuno può mai e poi mai cercare di ostacolarlo perché noi siamo pronti sempre e comunque a difenderlo"..
    (ANSA).