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(ANSA) - ROMA, 10 LUG - Tutelare il cappero Igp di Pantelleria dalla cimice Bagrada hilaris, "un insetto altamente distruttivo capace di provocare gravi danni anche a molte altre colture alimentari (grano, legumi, broccoli, cavolfiori), con pesanti ricadute economiche per gli agricoltori". È questo l'obiettivo di un progetto di ricerca finanziato dallo European Biological Control Laboratory (Ebcl) e coordinato dalla Bbca (Biotechnology and biological control agency), che si è occupata delle indagini in loco, dell'allevamento e dei test biologici e comportamentali degli insetti, con il coinvolgimento di Enea per l'irraggiamento degli insetti e la validazione e l'analisi dei dati raccolti. I primi risultati, pubblicati sulla rivista Insects, aprono la strada - segnala una nota - all'adozione della Tecnica dell'Insetto Sterile (Sit, Sterile Insect Technique) per il controllo di specie dannose in agricoltura in alternativa ai pesticidi, soprattutto in aree di particolare valore ambientale o produttivo.
La produzione annua totale di capperi a Pantelleria - segnala Enea - si aggira tra i 3000 e i 4000 quintali. La quantità certificata con marchio Igp è più limitata (tra i 1200 e i 1300 quintali, con annate in cui il prodotto certificato scende a 500 quintali. Il rigido disciplinare di produzione prevede che la resa massima sia fissata a 30 quintali per ettaro e che la raccolta avvenga esclusivamente a mano in modo scalare dal primo maggio al primo ottobre. (ANSA).


