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Si rafforza la missione di Casa Artusi come luogo di ricerca, elaborazione culturale e alta divulgazione, diventando una vera e propria Comunità scientifica. La Fondazione, primo centro di cultura gastronomica in Italia, rinnova il Comitato scientifico con un gruppo di lavoro strutturato ma aperto, caratterizzato da una forte eterogeneità di profili, discipline e ambiti di ricerca: dalla storia all'antropologia, dalla linguistica alla filosofia, dalla semiotica alle scienze e tecnologie alimentari fino all'economia e politica alimentare. Si tratta di un passaggio rilevante nella storia della Fondazione, che va a rafforzare il ruolo culturale e progettuale a livello nazionale e internazionale, in coerenza con le nuove prospettive aperte dal riconoscimento Unesco della cucina italiana. "Fare riferimento alla Comunità Scientifica - afferma il presidente di Casa Artusi, Andrea Segrè - come luogo vivo di confronto, cooperazione e visione condivisa".
Il coordinamento della Comunità è affidato a Massimo Montanari, figura centrale nella storia di Casa Artusi, tra i massimi studiosi internazionali di storia dell'alimentazione; con lui Alberto Capatti, tra i maggiori storici della gastronomia europea e Giovanna Frosini, linguista di riferimento per gli studi del cibo. Tutti gli altri componenti entrano per la prima volta a far parte del Comitato e sono Luca Falasconi, docente di Politica agraria e alimentare dell'Università di Bologna, Fabio Parasecoli, professore ordinario di Food Studies (New York University), Elisabetta Moro, ordinaria di Antropologia culturale dell'Università Suor Orsola Benincasa di Napoli, Monica Alba, ricercatrice dell'Università di Urbino Carlo Bo, Gianfranco Marrone, professore di Semiotica dell'Università di Palermo, Grazia Menechella dell' University of Wisconsin-Madison, Anabela Ferreira dell'Università di Bologna- Campus di Forl, Nicola Perullo Rettore dell'Università di Scienze Gastronomiche e Rosalba Lanciotti dell'Università di Bologna.
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