(ANSA) - ROMA, 20 OTT - "Non possiamo sopportare che, mentre aumentano le emergenze e si moltiplicano le sfide, Bruxelles risponda indebolendo proprio chi garantisce il cibo sulle nostre tavole. La Pac è la politica più antica dell'Unione e da oltre cinquant'anni assicura stabilità alle imprese, sicurezza alimentare e presidio dei territori. Eppure, oggi si continua a discutere di come ridimensionarla anziché rafforzarla. Le promesse fatte agli agricoltori dalla presidente von der Leyen devono tradursi in impegni concreti, non restare sulla carta".
Lo afferma il presidente della Cia- Agricoltori italiani Cristiano Fini con la seconda settimana della mobilitazione nazionale "I conti non tornano", davanti a Montecitorio. "Non è questa l'Europa - aggiunge il presidente della Cia - di cui abbiamo bisogno. La trattativa deve andare avanti e cambiare totalmente direzione, servono più fondi e certezze, non un'agricoltura sacrificata sull'altare dei compromessi di bilancio".
Cia in particolare mette nel suo mirino l'ultima proposta negoziale sul Quadro finanziario pluriennale (Qfp). "La nego-box - informa una nota - presentata dalla presidenza di turno del Consiglio Ue non prevede risorse aggiuntive per l'agricoltura, lasciando ferma a circa 294 miliardi di euro la dotazione complessiva per la Pac post 2027". La rappresentanza agricola sottolinea inoltre che manca l'autonomia della politica agricola e non ci sono garanzie vincolanti sul 10% del target rurale e sulle risorse della flessibilità di bilancio". "A rendere il quadro ancora più grave - segnala Cia - il taglio di quasi il 30% alla riserva di crisi agricola, che scenderebbe da circa 900 a 630 milioni di euro annui". "Una proposta - conclude l'organizzazione agricola - inaccettabile, che rinforza le ragioni della protesta". (ANSA).
Cia, Bruxelles indebolisce chi garantisce il cibo sulle nostre tavole
20 ottobre 2026 • 11:12

