(ANSA) - ROMA, 14 GEN - "L'olio extravergine di oliva, pilastro fondamentale della cucina italiana riconosciuta patrimonio immateriale Unesco è minacciato da profonde fragilità strutturali". E' quanto dichiara Cia Agricoltori italiani che al Tavolo tecnico di filiera olivicolo oleario convocato oggi al Masaf dal ministro Francesco Lollobrigida ha lanciato un appello per non abbassare la guardia: "il comparto - ricorda l'organizzazione agricola - sconta ancora una produzione interna insufficiente rispetto al fabbisogno nazionale, rese instabili e difficoltà competitive sui mercati internazionali, esponendo i produttori a volatilità e concorrenza sleale". "Il sistema olivicolo italiano - aggiunge la rappresentanza agricola - patisce debolezze sistemiche radicate, come l'inadeguata disponibilità idrica, alti costi di produzione e una filiera esposta a pratiche svalorizzanti della Grande distribuzione organizzata (Gdo), inclusi vendite sottocosto che riducono l'extravergine a mera commodity". "Queste dinamiche - prosegue Cia - minano la redditività di produttori, scoraggiando investimenti essenziali e compromettendo la loro redditività e la sostenibilità economica del settore". "Inoltre, le importazioni extra-Ue - specifica ancora l'organizzazione- non sempre trasparenti accentuano le tensioni, richiedendo controlli sulla tracciabilità per tutelare consumatori e agricoltori".
    Cia, nel commentare la situazione di mercato - ricorda che ha posto al centro dell'incontro al Masaf il nuovo Piano Olivicolo Nazionale come strumento prioritario per dare concretezza al confronto istituzionale. L'organizzazione fa presente in particolare che "sono, dunque, necessarie misure strutturali, non solo emergenziali, per garantire un'equa ripartizione del valore lungo la filiera, stabilizzare le relazioni commerciali e sottrarre i produttori alla mercé del mercato". (ANSA).