(ANSA) - ROMA, 18 AGO - Dal ragnetto rosso al coleottero giapponese, le alte temperature continuano a favorire la proliferazione degli insetti che devastano i raccolti di frutta e verdura, aggravando il conto dei danni causati nelle campagne dai cambiamenti climatici, che ha già superato i 3 miliardi di euro, con oltre il 60% del territorio colpito dalla siccità. A lanciare l'allarme è la Coldiretti che chiede misure urgenti per rafforzare la prevenzione e il monitoraggio, accelerare la ricerca di sistemi di difesa e garantire alle imprese strumenti adeguati contro la diffusione di nuovi e vecchi patogeni.
    "Nuovi organismi nocivi - spiega Coldiretti - si aggiungono a quelli già presenti, causando cali di produzione e aumento dei costi per monitoraggio, trattamenti e difesa. Tra le emergenze maggiori c'è la Popillia japonica, il coleottero giapponese che si è diffuso soprattutto nel Nord Italia, con preoccupazione per i vigneti e gli alberi da frutto. Questo insetto può colpire oltre 300 specie vegetali".
    È poi una presenza ormai costante su tutto il territorio nazionale, continua la confederazione, la cimice asiatica, che colpisce frutteti, noccioleti e ortaggi danneggiando direttamente frutti e semi e compromettendone la qualità commerciale. Continua anche l'assedio della Drosophila suzukii, il moscerino dei piccoli frutti originario dell'Asia, che attacca soprattutto ciliegie, mirtilli, lamponi e altri frutti a polpa tenera.
    In Veneto è allarme per il ragnetto rosso, un acaro ormai da anni abitualmente presente sul territorio, che colpisce soprattutto soia e mais, già in difficoltà a causa della siccità. Proprio il caldo intenso e l'assenza di umidità favoriscono la proliferazione di questo acaro che attacca le foglie, causandone prima l'ingiallimento e poi il disseccamento, con effetti negativi sulla crescita e sulla produttività delle piante.
    Resta alta la preoccupazione per il cinipide del castagno, che ha già provocato pesanti perdite alla castanicoltura e continua a richiedere interventi di contrasto biologico attraverso il Torymus sinensis, suo antagonista naturale.
    (ANSA).