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(ANSA) - ROMA, 26 OTT - Nell'ultimo anno e mezzo le vendite di vino negli Stati Uniti hanno visto una perdita in valore di 300 milioni di euro, a causa soprattutto dei dazi di Trump ma anche gli effetti del dollaro debole, che ha diminuito il potere di acquisto dei consumatori americani. Ma la popolarità del vino italiano resta alta, grazie anche al traino del Prosecco, dimostratosi non a caso il più resiliente rispetto alle difficoltà. È quanto emerge dall'analisi fatta da Coldiretti e Filiera Italia in occasione dell'inaugurazione del Vinitaly di New York, dove la confederazione ritiene necessario promuovere "un patto con la ristorazione - ha spiegato in una nota -, a cominciare da quella internazionale, per rilanciare il posizionamento delle bottiglie tricolori sui mercati e venire incontro alla voglia di italianità da parte dei consumatori di tutto il mondo".
Secondo Coldiretti, nonostante le stime indichino un calo della produzione, dal punto di vista qualitativo la vendemmia 2026 "sarà ricordata come un'eccellenza, grazie ad uve praticamente perfette", con il caldo che ha ridotto le rese ed elevato il grado zuccherino, ma ha anche evitato gli attacchi dei parassiti. Restano però le difficoltà: pesano l'aumento dei costi di produzione, sui consumi anche le campagne di demonizzazione e anche il caro-bottiglia, che limitia le vendite nei locali.
Secondo l'amministratore delegato di Filiera Italiana e capo area mercati di Coldiretti Luigi Scordamaglia "essere forti nel mondo significa prima di tutto dare valore ai produttori.
Promuovere il vino italiano non vuol dire solo vendere più bottiglie, ma difendere la filiera e il suo valore". (ANSA).


