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(ANSA) - VENEZIA, 09 GIU - Con oltre 5 miliardi di euro di valore, la Dop Economy del Veneto rappresenta una delle principali ricchezze agroalimentari del Paese, ma anche uno dei territori più esposti a italian sounding e infiltrazioni criminali nelle filiere. Il dato è emerso nel convegno 'Difendere il Made in Italy: la Legge Caselli', svoltosi a Mestre (Venezia) su iniziativa di Coldiretti Veneto.
Il convegno ha riunito istituzioni, magistratura, mondo accademico e organismi di controllo con l'obiettivo di rafforzare la tutela delle produzioni certificate e la trasparenza lungo tutta la filiera.
Il presidente nazionale di Coldiretti Ettore Prandini ha ribadito l'urgenza di "strumenti più incisivi contro le frodi che danneggiano imprese e consumatori". Marina Montedoro, direttore regionale di Coldiretti, ha fatto un excursus sui presidi al Brennero che impegnano migliaia di agricoltori e le autorità di controllo nel blocco delle produzioni dall'estero "italianizzate" grazie ad un cavillo normativo, il codice doganale che Coldiretti chiede di abolire anche grazie alle delibere comunali adottate sul territorio, prima tra tutte quella della Regione Veneto.
Il presidente di Coldiretti Veneto, Carlo Salvan, ha definito la riforma Caselli una "vera norma scudo" per il sistema agroalimentare: "Il Veneto è una delle culle del made in Italy agroalimentare - ha dichiarato - e proprio per questo è tra le aree più esposte alle frodi e alle imitazioni. Non si tratta solo di difendere un settore economico, ma di proteggere il lavoro degli agricoltori, la qualità delle produzioni e la fiducia dei cittadini".
Salvan ha ricordato come il sistema agroalimentare italiano valga 707 miliardi di euro, mentre le agromafie superano i 25 miliardi, sottolineando la necessità di rafforzare controlli, norme e cultura della legalità. "Questa legge - ha concluso - è un passo decisivo per difendere il vero Made in Italy e chi lo produce ogni giorno con trasparenza e qualità". (ANSA).


