PHOTO
(ANSA) - ROMA, 08 GIU - Il Mediterraneo dipende dagli scambi d'acqua con l'Atlantico attraverso lo Stretto di Gibilterra e un'alterazione della circolazione oceanica globale avrebbe effetti diretti anche sulla pesca italiana. E quindi il rallentamento di questo sistema di correnti, il cosiddetto Amoc - Atlantic Meridional Overturning Circulation- rappresenta una minaccia concreta per l'equilibrio del Mare Nostrum e per il futuro della pesca professionale italiana. È l'allarme lanciato da Confcooperative Agroalimentare e Pesca in occasione della Giornata mondiale degli Oceani, riprendendo recenti studi pubblicati su Science Advances e Nature Communications che ne indicano, appunto, preoccupanti segnali di indebolimento.
Secondo Confcooperative, una modifica delle correnti in ingresso potrebbe aumentare la stratificazione delle acque superficiali, riducendo il naturale rimescolamento dei nutrienti provenienti dai fondali e compromettendo la produttività biologica del mare.
"Il rischio - dichiara il presidente del settore pesca di Confcooperative Agroalimentare e Pesca, Paolo Tiozzo - sono fenomeni di desertificazione marina con una progressiva riduzione di pesci come alici, sardine e merluzzo".
A preoccupare è anche l'accelerazione della tropicalizzazione del Mediterraneo. L'aumento delle temperature e la maggiore stagnazione delle acque, infatti, favorirebbero la diffusione di specie aliene invasive, che sottraggono risorse a quelle autoctone e provocano danni alle attrezzature da pesca, aumentando ulteriormente i costi operativi delle imprese. Non meno esposto il comparto della molluschicoltura che potrebbe subire gli effetti di sempre più frequenti crisi di anossia nelle acque costiere, con ripercussioni su allevamenti di cozze e vongole. "E' una crisi climatica che non non riguarda solo il Nord Europa - conclude Tiozzo - per il Mediterraneo rappresenta un moltiplicatore di vulnerabilità ambientali ed economiche.
Difendere gli oceani significa tutelare la biodiversità, garantire la sovranità alimentare del Paese e salvaguardare il lavoro e le tradizioni delle comunità costiere che vivono di pesca". (ANSA).


