(ANSA) - ROMA, 13 APR - Il dibattito sui rischi per la salute legati al consumo di vino richiede un approccio basato sul rigore scientifico piuttosto che su allarmismi semplificati: è essenziale distinguere tra la tossicità intrinseca dell'alcol e l'impatto quando viene consumato come alimento integrato in un regime alimentare completo. E' il messaggio lanciato da Alberto Battezzati, Ordinario di Fisiologia presso la Facoltà di Scienze Agrarie e Alimentari dell'Università di Milano e direttore Unità Operativa di Nutrizione clinica - Irccs, dal talk organizzato al Vinitaly da Confcooperative Fedagripesca, dove ha partecipato anche il sottosegretario Masaf Patrizio La Pietra.
    "Sebbene l'alcol sia una sostanza tossica presente nel vino - ha detto il professore - le evidenze scientifiche non ne giustificano la messa al bando, al contrario, esistono numerosi studi a favore del vino inteso come alimento parte integrante della dieta mediterranea. La ricerca ci insegna che una dieta salutare è molto più della semplice somma delle singole sostanze che la compongono. Un bicchiere di vino consumato da adulti all'interno di un corretto contesto alimentare e di uno stile di vita equilibrato produce effetti diversi rispetto a modalità di consumo sregolate, come il fenomeno del binge drinking tra i giovani. In assenza di abuso e di condizioni cliniche, l'assunzione moderata di vino occupa un posto di rilievo nella nostra cultura alimentare e mostra benefici, in particolare a livello cardiovascolare, che non ha senso eliminare".
    Sulla stessa linea il presidente di Confcooperative Fedagripesca Raffaele Drei, secondo il quale "è fondamentale continuare a contrastare, con il rigore della scienza, messaggi allarmistici che minano l'immagine del settore e disinformano i consumatori, impattando negativamente anche sul consumo del vino. Studi dimostrano che il vino, inquadrato in un regime alimentare equilibrato, porta benefici alla salute. A maggior ragione - ha concluso - ora che la cucina italiana ha ricevuto il riconoscimento come patrimonio Unesco, non si può scorporarne un pezzo, considerando il vino un prodotto che arreca danni alla salute". (ANSA).