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- "Dobbiamo cambiare molto come facemmo dopo lo scandalo del metanolo": a dirlo all'ANSA è Riccardo Cotarella, presidente nazionale di Assoenologi, rilanciando così la sfida del vino italiano nella giornata inaugurale di Vinitaly 2026. "Il settore vive un momento particolare, di riflessione e meditazione, ma soprattutto una fase che impone scelte" afferma.
Il paragone è diretto con lo scandalo del vino al metanolo.
"Allora - ricorda l'enologo orvietano - la svolta fu sulla qualità e sulla sicurezza, oggi la crisi è ovviamente meno drammatica sul piano sanitario, ma ha lo stesso peso problematico sul fronte del mercato".
Il punto centrale è il calo dei consumi. "È una questione molto pratica e pragmatica", osserva Cotarella, indicando nella riconquista dei giovani la priorità assoluta. "Dobbiamo far capire che il vino è un prodotto democratico, della terra, un prodotto per tutti", aggiunge, invitando a superare linguaggi eccessivamente tecnici o "folcloristici" che rischiano di allontanare nuove generazioni. "Serve - insiste - una svolta nella comunicazione, dobbiamo cambiare la narrazione, altrimenti il vino rischia di diventare un prodotto per nostalgici".
Un rischio che, tradotto, significherebbe restringere progressivamente il mercato. Da qui la necessità di "costruire un racconto capace di spiegare cosa è il vino e perché rappresenta un valore culturale oltre che produttivo", sottolinea il presidente. Il contesto di Vinitaly diventa così, nelle parole di Cotarella, un momento non solo commerciale ma strategico: "Serve fare squadra, perché un'azienda da sola non fa mercato". La metafora che usa Cotarella è quella di "una grossa influenza che non si è trasformata ancora in polmonite": "affrontiamo una crisi seria ma risolvibile, a patto di reagire con decisione".
Dopo avere consolidato negli anni standard elevati di qualità e sicurezza, conclude il presidente, la nuova frontiera è culturale: "Dobbiamo cambiare linguaggio, renderlo più inclusivo, parlare anche al femminile e soprattutto ai giovani, spiegando loro il valore di un prodotto che nasce dalla natura e trasformato dal lavoro dell'uomo". (ANSA).


