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(ANSA) - ROMA, 21 GEN - Parlare di cultura alimentare e di diritto ad un cibo sano, sicuro e di qualità sapendosi orientare tra le promesse di una pubblicità elusiva, quando non ingannevole, e le strategie di un marketing sempre più aggressivo.
E' quello che hanno fatto Crea e Fondazione Aletheia in un incontro nella casa di reclusione di Rebibbia con gli studenti della sezione carceraria ITA Emilio Sereni e Stefania Ruggeri, nutrizionista e prima ricercatrice Crea e Riccardo Fargione, direttore fondazione Aletheia.
"Il cibo è una leva straordinaria che coniuga salute, ambiente, economia ma soprattutto è uno strumento importantissimo di inclusione e riscatto - ha spiegato Fargione - è questo il nuovo volto dell'agricoltura che grazie alla Legge di Orientamento può contare su un approccio multifunzionale fatto di nuove opportunità per tutti". Per Maria Chiara Zaganelli, direttore generale del Crea, "la ricerca pubblica non significa solo conoscenza e innovazione a servizio della collettività, ma anche garantirne l'accessibilità a tutti, nessuno escluso, a maggior ragione quando si parla di cibo e di salute, Come Crea - ha concluso - intendiamo impegnarci per una cultura alimentare e scientifica sempre più diffusa. Tutti, non solo a tavola, devono saper fare scelte informate e consapevoli". (ANSA).


