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(ANSA) - ROMA, 21 GIU - Ostriche mignon per l'aperitivo, sughi pronti che spaziano tra bottarga, fumetto di pesce, polpa di riccio, ma anche paté di carpa e di tinca, filetti spinati e cozze precotte e sottovuoto, una sorta di quarta gamma del mare.
Gli italiani sempre più spesso il pesce lo vogliono pronto, facile e veloce, senza badare troppo alla spesa. Secondo un'analisi di Confcooperative Agroalimentare e Pesca, l'80% dei consumatori prova una sorta di 'timore reverenziale' nel cucinare i prodotti ittici. Un freno psicologico che condiziona il carrello della spesa, alimentato da una cronica mancanza di tempo e dalla difficoltà percepita nella pulizia e nella preparazione tra le mura domestiche.
La risposta della filiera a questo cambio di abitudini non si è fatta attendere. Il mercato ittico nel canale retail oggi vale oltre 4 milioni di euro, registrando una crescita del +3,6% nell'ultimo anno (+6,3% nel biennio) dovuta per lo più al prodotto pronto. Lo studio evidenzia una netta polarizzazione dei consumi: non si cerca più il pesce intero "da pulire" per le ricette tradizionali, ma quello con il massimo livello di servizio e per ottenerlo si è disposto a pagare un prezzo molto più alto, purché i tempi di preparazione casalinga siano ridotti a zero. Di fronte a questo scenario, tutta la filiera, dalla pesca professionale alle pescherie dei mercati rionali, sta rivoluzionando la parte logistica e commerciale. Gli operatori investono in impianti di lavorazione a ridosso dei porti di sbarco, trasformando l'offerta sui banchi. Il pescato locale viene così pulito, porzionato e proposto in formati pronti al consumo o di rapida cottura, offrendo un'alternativa tracciabile, sostenibile e a chilometro zero per intercettare i nuovi stili di vita. (ANSA).


