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(di Angelo Cerulo) (ANSA) - NAPOLI, 09 AGO - Una porta che si decide di chiudere per sempre ("mi mancavano tre esami ma mi resi conto che la laurea in Giurisprudenza non era quello che volevo") e un'altra che, dopo diversi anni, si apre ("andai a intervistare le 90enni della zona per farmi raccontare le diete cilentane autentiche quando decisi di continuare l'attività del ristorante dei miei genitori"). E' racchiusa in queste due scelte la vita dell'imprenditrice Anna Maria Mazziotti, 55 anni, padre cilentano, madre napoletana. Pentita di non aver fatto l'avvocato? "Assolutamente no - dice convinta all'ANSA - anzi, sono felice di aver impostato la mia attività imprenditoriale nel segno dell'accoglienza, dell'ospitalità e del rapporto amicale recuperando a tavola le proposte tradizionali di una terra unica come il Cilento, dove terra e mare si incontrano".
Nel suo 'Il Giardino dei Fiori', nella frazione di Celso, a Pollica (Salerno), Anna Maria - d'estate anche con l'aiuto di uno dei suoi fratelli, Graziano, 45enne - si misura con alcuni piatti tipici della zona: "Nel 2008 - spiega - decisi di dare una svolta alla mia vita e al ristorante; cambiai registro e imboccai la strada di una un recupero pieno della tradizione in una logica che tenesse conto della continuità dell'offerta a tavola e non più un'attività solo di eventi o feste". Detto, fatto: Anna Maria decide di ascoltare dalla viva voce delle anziane del posto tutte le ricette che per secoli avevano contrassegnato l'attività delle famiglie nei campi e in cucina.
E così ricostruì le ricette e poi realizzò i piatti: Parmigiana Cilentana, Polpette Cilentane ("Quelle cosiddette povere"), Melanzane 'Imbaccate', i Ravioli della Nonna e altre proposte.
Sulla scia della tradizione ma anche dell'innovazione e del matrimonio terra/mare, poi, non dimentica il pescato fresco, la pasta (per esempio, i 'Cavatielli al Verde Mare') e i dolci come la sbriciolata ai fichi e all'arancia, il cannolo cilentano.
"In realtà oltre ai colloqui con le signore anziane - aggiunge - avemmo da uno studioso della zona, il professor Amedeo La Greca, un testo di ricette tradizionali fotocopiate, grazie all'intervento di mio fratello Gherardo, medico 57enne che lavora ora a Milano. Come quella sui 'Cavatielli all'Antico Cilento' con salsiccia sbriciolata, cipolla rossa, capocollo spezzettato, 'tirati' col vino rosso". Un'attività di 'recupero' che tiene conto, naturalmente, della stagionalità delle produzioni e del pescato del giorno: "E' una scelta obbligata - evidenzia la ristoratrice - se si vuole offrire qualcosa di diverso rispetto ad aree più affollate e più marcatamente turistiche". Ottanta posti d'estate, 70 d'inverno, il locale, dove una volta vi erano le stalle di Palazzo Mazziotti, ha anche un giardino pergolato: "E' un nostro luogo del cuore... Speriamo che i nostri visitatori respirino un'aria di famiglia". (ANSA).


