(ANSA) - ROMA, 04 GIU - Dai frantoi non nasce più solo olio extravergine di oliva ma sottoprodotti come sanse, nocciolino, foglie e acque di vegetazione che possono diventare energia, fertilizzanti organici e nuove materie prime per applicazioni alimentari, cosmetiche e industriali. È il messaggio di Aifo, Associazione Italiana frantoiani oleari, in occasione della Giornata mondiale dell'Ambiente, nell'ambito del percorso di comunicazione realizzato insieme a Italia Olivicola.
    Il frantoio moderno si sta trasformando in una vera bioraffineria agricola, capace di valorizzare ogni componente dell'oliva.
    Grazie alla ricerca, quello che in passato veniva considerato uno scarto rappresenta oggi una risorsa preziosa. Le acque di vegetazione diventano fonte di composti antiossidanti naturali, come i polifenoli, destinati all'industria alimentare, nutraceutica e cosmetica. Sansa e nocciolino producono energia rinnovabile, biogas, biometano o fertilizzanti organici destinati a tornare nei campi, chiudendo il ciclo dell'economia circolare. Da un quintale di olive, ad esempio, si ottiene mediamente una quota limitata di olio, mentre la parte restante è composta da frazioni solide e liquide che richiedono una gestione corretta. La sfida è trasformare questa complessità in valore, attraverso innovazione tecnologica, competenze professionali e nuovi modelli gestionali. Attraverso il compostaggio o la produzione di biochar, i residui della lavorazione possono contribuire al miglioramento della fertilità del suolo e al sequestro del carbonio. Un'evoluzione strettamente legata anche all'innovazione degli impianti: tecnologie più efficienti consentono, infatti, di migliorare la resa estrattiva, preservare la qualità nutrizionale dell'olio, ridurre i consumi energetici e limitare l'impatto ambientale.
    (ANSA).