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(ANSA) - ROMA, 04 MAG - Trasformare scarti organici, come fondi di caffè e residui vegetali raccolti da bar, ristoranti e aziende agricole partner, in funghi gourmet di alta qualità (Pleurotus e Shiitake). Il processo avviene all'interno di due farm verticali situate in città, gestite tramite sistemi avanzati di Intelligenza Artificiale che monitorano, analizzano, gestiscono e ottimizzano ogni fase della crescita del prodotto.
E' la 'mission' di tre studenti della Lumsa, Anna Maria Stefani, Cristiana Merli, Mattia Perasole, che hanno realizzato il progetto per una start up che, oltre alla produzione, punta a sensibilizzare alla cultura del riciclo e dell'alimentazione sostenibile.
"Fungo Futuro nasce per rispondere a tre esigenze critiche, - spiegano gli studenti - trasformando problemi attuali in opportunità: per gli spazi urbani dismessi si affronta il problema del degrado e degli immobili abbandonati nelle città.
Recuperiamo questi spazi inutilizzati per trasformarli in siti produttivi attivi (vertical farm), creando nuovo valore economico e sociale senza consumare suolo vergine. Il bisogno alimentare: la crescente domanda di cibo sano, sostenibile, tracciabile e a Km0, in contrapposizione a prodotti importati o industriali. Il bisogno delle aziende: le imprese locali necessitano di gestire i propri scarti in modo virtuoso per migliorare la propria green reputation. Noi offriamo loro un servizio di gestione circolare. La forza di Fungo Futuro risiede in un ecosistema che unisce tecnologia e rigenerazione: Agri-Tech avanzato: l'uso dell'AI per il controllo climatico garantisce efficienza produttiva e qualità costante tutto l'anno, superando i limiti e l'imprevedibilità dell'agricoltura tradizionale".
Dall'analisi dei tre studenti risulta che si registra un cambiamento strutturale nelle abitudini alimentari. Il consumo di funghi freschi in Italia cresce a un tasso del +13% annuo, trainato dalla ricerca di proteine vegetali alternative alla carne e prodotti superfood. Gap produttivo nazionale: l'Italia produce circa 62.000 tonnellate di funghi l'anno, ma la domanda interna supera le 75.000 tonnellate. Il Paese è il sesto produttore Ue ma resta un importatore netto, costretto a ricorrere all'estero per soddisfare il fabbisogno. Il mercato è polarizzato. Da un lato il fungo Champignon (bianco) standard, che domina i volumi (80-90%) ma ha prezzi bassi (circa 3 euro al kg a livello europeo). Dall'altro il segmento gourmet/premium, dove si posiziona Fungo Futuro, che spunta prezzi di mercato decisamente superiori (circa 7-15 euro al kg) e registra una domanda insoddisfatta. (ANSA).


