(ANSA) - NAPOLI, 17 LUG - Quando da ragazzo percorreva a piedi i vicoli del rione Sanità, dove la sua famiglia gestiva una piccola pasticceria, non avrebbe mai immaginato che nella sua vita, un giorno, sarebbe stato l'organizzatore di pranzi per ben cinque presidenti della Repubblica (Cossiga, Scalfari, Ciampi, Napolitano e Mattarella); che le sue pietanze sarebbero state servite nel corso di vertici tra Capi di Stato, di incontri con potenti capitani di imprese. Appuntamenti - che si sono tenuti in Italia ma anche all'estero - poi finiti nei libri della storia recente. E ancora ha preparato un pranzo al quale era presente anche il re di Spagna, a palazzo Reale. Così ha portato un pezzo di Napoli nel mondo.
    E' la storia di Mattia D'Angelo, imprenditore napoletano, che a 85 anni ha pensato di scrivere un libro dal titolo "Napoli nel cuore - Un imprenditore tra il rione Sanità e i Camaldoli" la storia della sua impresa, avviata appunto nel rione Sanità, introducendo il concetto di "catering".
    Il volume è stato presentato nella sala del Bertolini's Hall, quartier generale di D'Angelo, alla presenza, tra gli altri, del prefetto di Napoli, Michele di Bari, del sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, del questore, Maurizio Agricola, del comandante provinciale dei carabinieri, generale Biagio Storniolo, della presidente della Corte d'Appello di Napoli, Maria Rosaria Covelli e dell'assessore comunale alla Legalità, Antonio De Iesu.
    Mattia D'Angelo, che da ragazzo aveva una passione per il pugilato, ha raccontato pagina dopo pagina alcuni aneddoti della sua lunga vita professionale (dal pranzo preparato per Putin a quello del parlamento di Vienna), degli obiettivi raggiunti, l'uno dietro l'altro.
    "Questo libro lo avevo iniziato a scrivere cinque-sei anni fa ma poi lo avevo messo da parte. E' stato il prefetto Michele di Bari ad invogliarmi a concluderlo", dice D'Angelo. E alla presentazione non sono mancati amici e collaboratori ma soprattutto i suoi familiari che lo hanno sempre sostenuto.
    Ottantacinque anni ben portati, l'imprenditore che da ragazzo sognava di salire sul ring si rivolge ai giovani spronandoli a non arrendersi mai: "Nel quartiere sanità quando ho aperto un piccolo negozio tutti i colleghi di mio padre dicevano sarebbe stato un fallimento ma dopo tanti si sono dovuti ricredere".
    (ANSA).