PHOTO
(di Maria Grazia Marilotti) (ANSA) - CAGLIARI, 05 GEN - Il vapore del pentolone del brodo per il ramen e il suo profumo, il taglio del pesce crudo, l'impiattamento del sashimi di ventresca di tonno, dei gyoza, del polpo in tempura, dei gamberi viola crudi. Si respira, e soprattutto, si assapora l'atmosfera dell'Izakaya, la tipica trattoria giapponese, a Cagliari, nel quartiere di San Benedetto. Da Gaijin, in un locale informale con alle pareti richiami nipponici, dalla cucina a vista si preparano in diretta le specialità. L'autenticità è certificata dai commenti dei turisti giapponesi "felici di poter mangiare vero giapponese in Sardegna". Per loro Stefano Fois, titolare e cuoco, è il Gaijin, lo straniero che rispetta l'arte del Washoku, il cibo giapponese, patrimonio Unesco.
È il primo a Cagliari ad aver proposto una cucina come si mangia in casa o nei locali, da Tokyo a Sapporo. In menu un'antologia di ricette da gustare seduti al tavolo o, in prima fila, al bancone, per seguire la preparazione dei piatti, scambiare con i cuochi due chiacchiere, sentirsi parte di quest'esperienza tra colori, ciotole, ceramiche, bacchette e fragranze asiatiche. "Gaijin è ispirato alla mia passione per il Giappone e la sua cultura - spiega all'ANSA Stefano Fois, 37 anni, di Quartu Sant'Elena - una terra che sin dall'adolescenza ha stimolato in me la curiosità dapprima grazie ai fumetti e programmi tv con protagonisti eroi ed eroine Manga". Un vivo interesse che il giovane cuoco-imprenditore ha trasformato, attraverso dedizione, studi, viaggi, in una professione.
Per trovare un tavolo libero si deve faticare non poco, ma l'attesa viene ripagata. Pesce freschissimo, materia prima di qualità sia sarda che giapponese, stagionalità, sono i presupposti per dar vita alle tante portate che cambiano di continuo, abbinate a sakè, vini naturali, birra made in Japan.
Il rosso del tonno tagliato ad arte a cubetti regolari si nasconde tra le puntarelle. Mentre i ravanelli marinati regalano sorprendenti note, tutto annaffiato con salsa di soia e l'olio in cui è marinato il tonno. Una fusione di sapori che hanno in sè freschezza e intensità.
Il richiamo al Giappone è anche nella chiusa dei gyoza, ravioli di seppia, miso e cipolla, grigliati e serviti con salsa sumiso e teriyaki. La pasta è perfetta in spessore e consistenza, la grigliatura è al punto giusto. Il ripieno è arte pura, il gusto della seppia è intenso e viene ben accompagnato dalla cipolla. La sua rivisitazione giapponese dell'anatra, soffice e morbida, ha una glassatura dolce-amara interessante. I funghi di accompagnamento marinati nella soia rendono il piatto ancora più rotondo e piacevole.
Indimenticabile è il piatto iconico del Gaijin: tonkotsu iekei miso ramen, brodo cremoso di maiale e pollo, tare al miso, olio alle niboshi, spinaci, cipolla, ajitama e chashu.
Assaggiando il brodo non si può non rimanere colpiti dalla consistenza che lo rende vellutato e intenso. Il lavoro di preparazione si svela cucchiaio dopo cucchiaio. Ossa, carne di pollo e maiale rendono il gusto pieno, le spezie regalano gli accenti in un perfetto connubio di sapori orientali che si sposano perfettamente con i noodles alla giusta consistenza.
Spinaci uovo, alga nori forniscono gli altri elementi che rendono il piatto un vero attrattore. C'è una bella composizione di sapori in via Rossini 2. (ANSA).


