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(ANSA) - CASERTA, 27 MAG - Ristoratori come 'messaggeri' del
buon cibo e del benessere, con tanto di targa ad hoc per
certificare il rispetto e l'adozione di determinate regole.
E'
quanto prevede il patto per la salute fra l'Osservatorio
Nazionale Dieta Mediterranea e il mondo della ristorazione, che
vuole rendersi protagonista come "Messaggero della Dieta
Mediterranea" nel promuovere il 'modello alimentare', che
intercetta un consumatore sempre più esigente e consapevole. Un
patto già operativo, sulla cui base sta nascendo una rete
nazionale cui hanno aderito già numerosi ristoratori. E i primi,
provenienti da Campania, Puglia e Basilicata, hanno ricevuto la
targa da esporre fuori al locale e l'attestato di riconoscimento
nel corso dell'evento organizzato alla Reggia di Caserta
dall'Osservatorio Nazionale Dieta Mediterranea, che ha avuto
come filo conduttore cibo, convivialità e salute, e a cui hanno
preso parte operatori, studiosi, rappresentanti di istituzioni
ed associazioni. "Il ristoratore - spiega Vito Amendolara,
presidente dall'Osservatorio Nazionale Dieta Mediterranea,
composto da Fnob, Ciheam, Uni e Università Parthenope - esprime
la volontà di adottare i menù elaborati e sviluppati dallo
stesso Osservatorio, d'intesa con il C.R.E.A e il Dipartimento
di Scienze e chimica degli alimenti dell'Università Vanvitelli
della Campania. Il menù viene fornito una volta al mese ed
elaborato con prodotti legati al territorio e alla stagionalità,
con particolare attenzione alle cotture e al contrasto allo
spreco alimentare. Si tratta - aggiunge Amendolara - di un menù
'narrante', che accompagnerà il ristoratore e, a sua volta, il
cliente fruitore verso un percorso di consapevolezza, per
riscoprire il valore del cibo, il piacere del gusto e la forza
della convivialità". I ristoranti saranno dotati di una targa
che li identificherà e potranno beneficiare di una consulenza di
supporto per la realizzazione dei menù da parte di una scuola di
formazione partner. "Dieta Mediterranea - sottolinea Amendolara
- non esiste come 'dieta', ma come 'modello alimentare' ed è uno
stile di vita, un modello riconosciuto dall'Unesco come
patrimonio immateriale dell'umanità che significa convivialità,
salute, cibo, legame con il territorio, tradizione. In una
parola, 'qualità della vita'".


