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- La pesca dell'acciuga in Perù ha subito un crollo a causa di El Niño, passando da 1,3 milioni di tonnellate sbarcate nel maggio precedente a sole 32.800 tonnellate nello stesso mese di quest'anno, con un calo del 97,48%. L'innalzamento delle temperature marine fino a 6°C sopra la media ha spinto i banchi di pesce a migrare in acque più profonde e fredde, bloccando le flotte industriali nei porti e spingendo il contributo del settore sul Pil dal 2,1% del 2025 all'1,1% stimato per quest'anno. Questo blocco ha innescato una grave crisi occupazionale che minaccia di tagliare 122mila dei 250mila posti di lavoro complessivi, costringendo i lavoratori a cercare impieghi di fortuna e lasciando forti incertezze sulla riapertura della prossima stagione di pesca a novembre.
Il Perù è il più grande pescatore di acciughe al mondo, una specie vitale per la farina di pesce utilizzata nei mangimi per animali e nei fertilizzanti organici.
Il calo della pesca fa parte di una più ampia emergenza regionale poiché El Niño sta riscaldando il Pacifico equatoriale centrale e orientale, sconvolgendo i venti e le precipitazioni.
Gli scienziati prevedono che l'attuale fenomeno raggiungerà il suo apice entro la fine dell'anno e contribuirà a temperature globali record nel 2027. "È un colpo devastante per il settore - fa sapere Jessica Luna, presidente della Società Nazionale della Pesca del Perù - nei porti vicino a Lima e a Chimbote, la principale città di pesca del Perù, decine di imbarcazioni sono ancorate e navi industriali sono rimaste in mare da maggio, con i rappresentanti sindacali che attribuiscono la colpa alla scarsità di pesce". (ANSA-AFP).


