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(ANSA) - BOLOGNA, 25 FEB - "Il padiglione è pieno da alcuni mesi: sono 90 gli espositori che rappresentano tutto il territorio vitivinicolo della regione, da Piacenza a Rimini, con un +13% rispetto all'edizione del 2025".
Così il presidente di Enoteca Emilia-Romagna, Davide Frascari, inaugura la presentazione della partecipazione regionale a Vinitaly 2026 a Verona (dal 12 al 15 aprile), svoltasi stamattina a Modena, a Casa Maria Luigia dello chef stellato Massimo Bottura. "Un grande successo - dice Frascari - perché finalmente Enoteca regionale rappresenta tutti i consorzi di tutela del vino della nostra regione". Partecipazione alta, poi, attesa dalle presenze internazionali: "alla fine a Vinitaly ci saranno mille buyer" spiega il direttore generale vicario di Veronafiere, Gianni Bruno.
Al Padiglione 1 di questa 58/a manifestazione, dedicato ai vini emiliano-romagnoli, ci saranno due formati ristorativi curati dallo chef Carlo Cracco, che quest'anno sostituirà Bottura nel mettere al centro il cibo stellato: il ristorante "Cracco a Vinitaly" e "Piadineria VistaMare", un omaggio allo street food romagnolo. Ad affiancare gli espositori il Consorzio del Parmigiano Reggiano.
"La situazione geopolitica e dei mercati è molto complessa" ribadisce Frascarsi, sottolineando però che "essere uniti, avendo legando il cibo e il territorio al vino, ci aiuta molto".
D'accordo, su questo, anche l'assessore regionale all'agroalimentare Massimo Mammi, presente all'evento con il presidente dell'Emilia-Romagna Michele de Pascale e l'assessora al turismo Roberta Frisoni.
"Per il 2026 - ricorda Mammi - abbiamo messo a disposizione 25 milioni per la filiera vitivinicola: il settore soffre delle difficoltà nei consumi, ma abbiamo 30 vini a denominazione, da Piacenza fino alla Romagna di cui siamo orgogliosi".
L'obiettivo, sottolinea, "è puntare sulla qualità e trovare nuovi mercati, come il Giappone, dove saremo tra pochi giorni con i nostri consorzi del cibo, al Foodex di Tokyo. Ma anche il Sud America". Speranzoso sul rilancio del vino si è detto anche de Pascale: "La nostra Dop economy vale 3,9 miliardi, di cui 455 milioni generati dal comparto vitivinicolo, a testimonianza della qualità delle nostre produzioni". (ANSA).


