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(ANSA) - UDINE, 16 SET - "Va fermata la demonizzazione del cibo processato: il processo è un elemento fondamentale della tecnologia alimentare e non è di per sé ciò che rende un alimento insalubre". Lo ha affermato Dino Mastrocola, docente e presidente della Società italiana di scienze e tecnologie alimentari (Sistal), al 30/o Workshop nazionale sugli sviluppi della ricerca italiana nell'ambito del dottorato in Scienze, tecnologie e biotecnologie alimentari, in corso all'Università di Udine.
"I tecnologi alimentari - ha spiegato - si occupano di operazioni e processi necessari a stabilizzare e trasformare gli alimenti. Se non processassimo il cibo non avremmo gelati, pasta, olio e moltissimi altri prodotti".
Secondo Mastrocola, dunque, il termine "processato" non può essere utilizzato automaticamente come sinonimo di alimento nocivo. "Se non pastorizziamo il latte - ha osservato - ci esponiamo a problemi microbiologici, dalla salmonella in poi.
Non è il processo il problema, ma quello che mettiamo dentro gli alimenti, la provenienza delle materie prime e il modo in cui vengono prodotti".
Per il presidente Sistal occorre quindi distinguere tra trasformazione tecnologica e qualità nutrizionale del prodotto.
"I processi - ha concluso - devono essere condotti secondo i parametri dettati dalla scienza: il problema sono gli eventuali eccessi e ciò che viene utilizzato nella produzione del cibo".
(ANSA).


