(ANSA) - ROMA, 28 SET - Circa il 12% dei produttori agroalimentari esporta senza avere alcuna vetrina digitale. Chi invece possiede un e-commerce, nel 95% dei casi ha solo l'italiano come lingua posizionata online. La conferma del trend arriva con i dati emersi dall'analisi di ExportReady, piattaforma sviluppata dalla startup Tuduu per aiutare le aziende Food & Beverage italiane a sviluppare la propria presenza digitale sui mercati internazionali. L'analisi rilancia il dato che l'agroalimentare si conferma uno dei comparti più dinamici dell'export italiano segnalando il dato Ismea che certifica che l'export agroalimentare italiano ha raggiunto un valore di 73 miliardi di euro. registrando una crescita del 5% nel 2025. Lo studio sottolinea, relativamente alla gastronomia online, che solo il 20% delle vendite B2c del settore sono destinate ai mercati esteri. E' registrato che l'81% dei consumatori cerca online anche i prodotti stranieri nella propria lingua madre, ma solo il 27% dei siti analizzati si posiziona con contenuti multilingua.
    "Oggi le aziende - commenta Marco Buscemi, Cco di ExportReady e Coo di Tuduu - devono guardare con attenzione allo sviluppo dei canali digitali, sempre più rilevanti per la conquista di nuove quote di mercato. Un catalogo online esposto in italiano ed inglese non è più sufficiente, bisogna costruire intorno ai prodotti infrastruttura digitale, contenuti e percorsi di ricerca più completi, anche in vista dell'evoluzione verso l'agentic commerce". (ANSA).