(ANSA) - ROMA, 28 SET - Ripristinare paesaggi e foreste è un investimento strategico per la sicurezza alimentare, lo sviluppo rurale e la resilienza dei sistemi agroalimentari. Lo sottolinea il nuovo rapporto Fao, presentato alla X Settimana mondiale delle foreste, avvertendo che per intensificare gli interventi saranno necessari maggiori investimenti, una governance inclusiva e un impegno politico costante. Le foreste coprono, secondo il rapporto, il 32% della superficie terrestre (4,14 miliardi di ettari), immagazzinano 714 gigatonnellate di carbonio e ospitano fino all'80% della biodiversità, sostenendo la sussistenza e il cibo di quasi un terzo della popolazione mondiale. Ciononostante, il degrado ambientale ha raggiunto livelli critici. Tra il 1990 e il 2025 sono andati persi 489 milioni di ettari di foresta, 460 milioni di ettari di boschi risultano degradati a livello globale. Complessivamente, 1,56 miliardi di ettari di terreno soffrono di degrado per via della crescita demografica e dell'aumento della domanda di risorse.
    Ogni anno 127 milioni di ettari forestali subiscono danni da incendi, parassiti, malattie ed eventi meteorologici estremi.
    Il costo del mancato intervento è enorme, con un impatto annuale stimato tra 878 miliardi e 6,3 trilioni di dollari, pari al 2-8,3% del Pil globale. "Un ritardo o una mal progettazione del ripristino - ha avvertito il direttore generale della Fao, QU Dongyu - aumenterà i costi a lungo termine, aggraverà le disuguaglianze e rischierà di vincolare i paesaggi a traiettorie insostenibili". Ripristinare oltre 1 miliardo di ettari di terreni degradati genererebbe benefici per 1.800 miliardi di dollari all'anno (suoli più sani, biodiversità e regolazione idrica), mentre destinare 2.600 miliardi di dollari in 15 anni contro degrado e siccità produrrebbe un ritorno sociale di 8 a 1; in condizioni ottimali, il rendimento dell'investimento può raggiungere fino a 30 dollari per ogni dollaro speso. Oltre ai ritorni finanziari, il restauro forestale crea posti di lavoro, rivitalizza la produzione, migliora il benessere delle comunità, rafforza la coesione sociale e preserva l'identità culturale e le conoscenze locali. (ANSA).