(ANSA) - ROMA, 17 GIU - L'insicurezza alimentare acuta è destinata a peggiorare ulteriormente per milioni di persone in tredici paesi considerati veri e propri 'focolai della fame' tra giugno e novembre 2026. A destare la massima preoccupazione sono Sudan, Sud Sudan, Yemen e Palestina, territori più critici al mondo in termini di gravità e entità, a cui si aggiungono quest'anno anche Nigeria e Somalia all'interno della lista nera.
    A lanciare l'allarme è il nuovo rapporto congiunto della Fao e del Wfp, il Programma alimentare mondiale delle Nazioni Unite, che denuncia un calo finanziamenti mirati del 59% tra il 2022 e il 2025, tornando a livelli visti quasi dieci anni fa.
    Il conflitto armato e la violenza rimangono i principali fattori principali, che colpiscono 12 dei 13 focolai caldi; pressioni aggravate poi da shock economici, carenze di finanziamento e rischi crescenti legati a El Niño, che si prevede porterà precipitazioni disomogene, siccità e inondazioni in paesi già molto vulnerabili. a peggiorare ulteriormente la situazione gli effetti a catena del conflitto in Medio Oriente e l'epidemia di Ebola nelle aree orientali della Repubblica Democratica del Congo. Il numero di persone che affrontano alti livelli di insicurezza alimentare acuta in questi paesi è salito a 266 milioni.
    "Sappiamo già dove si verificheranno le prossime emergenze della fame- ha detto la vice direttrice generale della Fao Beth Bechdol - la sfida è se agiamo abbastanza presto e sulla scala necessaria. L'investimento precoce nell'assistenza agricola d'emergenza e nella resilienza è uno dei modi più economici per proteggere i mezzi di sussistenza, sostenere la produzione alimentare locale e ridurre i bisogni umanitari futuri".
    Avvertimenti che per Wfp non possono essere ignorati, "abbiamo bisogno di risorse per consegnare cibo e accesso per raggiungere le persone prima che la fame si trasformi in catastrofe".
    (ANSA).