(ANSA) - ROMA, 31 MAR - Continua a crescere l'AgriFoodTech in Italia con le startup operanti sul territorio e lungo tutta la filiera agroalimentare che raggiungono quota 571 nel 2026 contro le 550 del 2025 anche se serve rafforzare la spinta, anche in relazione alla sfida dell'IA.
    È quanto emerso dal Rapporto 2026 'La Trasformazione tecnologica dell'agroalimentare Made in Italy: il contributo delle startup e la sfida dell'intelligenza artificiale' promosso da Federalimentare e presentato alla Camera dei Deputati, in occasione della Giornata Nazionale del Made in Italy.
    Con l'analisi sul 2026 i ricercatori, rispetto al 2025, registrano uno sviluppo e una riduzione del gap con Germania, Francia e Spagna e segnalano che gli investimenti sulle startup hanno superato i 120 milioni di euro (122 milioni di euro e +18% nel 2025 rispetto al 2024). La ricerca rileva inoltre che nell'ecosistema di settore operano 20 centri di ricerca e 15 fra fondi specializzati, incubatori e acceleratori. Lo studio prevede, sulla base dei risultati raggiunti, che i numeri del comparto sono destinati ad aumentare "se si considera che il valore di tutta la filiera agroalimentare in Italia ha superato i 700 miliardi di euro con un peso pari al 32% del Pil nazionale. Il Rapporto 2026, nonostante il trend di crescita, ha però evidenziato come il settore, pur presentando segnali di rafforzamento rispetto al 2025, necessita ancora di un importante sforzo per consolidare e potenziare la leadership italiana in quest'era di forti cambiamenti". Il comparto, sottolinea il Rapporto 2026 richiede uno sforzo immediato e rilevante per accelerare la trasformazione tecnologica in capacità industriale, elaborando nuovi modelli di investimento idonei a coinvolgere tutti gli attori del settore, a cominciare dalle imprese, grandi medie e piccole.
    "Uno sforzo - secondo gli analisti - che deve indirizzarsi anche verso la sfida dell'intelligenza artificiale".
    "L'industria alimentare italiana, che nel 2025 ha segnato nuovi record con oltre 200 miliardi di fatturato e 59 miliardi di export, si conferma - commenta Paolo Mascarino, presidente di Federalimentare - un successo globale perché rappresenta quello che il mondo cerca, qualità, gusto, tradizione, fiducia. Per sostenere il suo sviluppo anche in futuro, l'innovazione sarà alla base della competitività del settore, anche per seguire i nuovi trend dell'alimentazione mondiale". (ANSA).