(ANSA) - FIRENZE, 27 OTT - Le perdite annuali per l'agricoltura italiana causate dai soli organismi alieni nocivi ammontano a circa 1 miliardo di euro, cifra che corrisponde a circa un sesto del valore complessivo di tutte le esportazioni nazionali di cereali, frutta fresca, ortaggi, florovivaismo e riso messi insieme. E' stato detto oggi alla giornata di studio organizzata all'Accademia dei Georgofili di Firenze in collaborazione con l'Ordine dei Periti Agronomi e Periti Agronomi laureati, dedicata al tema "sempre più urgente e strategico" delle Specie Aliene Invasive dannose per le piante.
    L'incontro è il primo di respiro nazionale specificamente incentrato sull'informazione e formazione su questo fenomeno.
    L'impatto delle invasioni biologiche su agricoltura, foreste e verde urbano, è stato anche detto, "ha raggiunto livelli d'allarme, generando alterazioni profonde ed economicamente insostenibili negli ecosistemi naturali e coltivati del Paese".
    L'accademico Pio Federico Roversi ha evidenziato che "le Specie Aliene Invasive dannose alle piante sono in grado di introdursi, insediarsi e diffondersi determinando impatti economici, ambientali e sociali non tollerabili. La Toscana, col fondamentale ruolo del Servizio Fitosanitario Regionale e col supporto dei tecnici che operano sul territorio e della comunità scientifica, sta affrontando con decisione queste minacce".
    Il professor Piero Cravedi ha sottolineato: "La migliore e più efficace linea di difesa contro le specie aliene dannose risiede indiscutibilmente nella prevenzione. Per fermare sul nascere potenziali invasioni devastanti per la nostra agricoltura e per la biodiversità, è essenziale rafforzare i controlli alle frontiere e lungo le vie d'accesso dei flussi commerciali. Accanto ai controlli ufficiali, fondamentale è la collaborazione diffusa: serve una capillare sensibilizzazione dei cittadini affinché diventino sentinelle attive sul territorio, allertando tempestivamente i Servizi Fitosanitari e Sanitari delle Regioni in caso di avvistamenti o anomalie sospette. Solo una rete integrata tra istituzioni, tecnici e popolazione può garantire la tempestività di intervento necessaria". (ANSA).