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(ANSA) - BERLINO, 06 FEB - "Se guardiamo i dati dal 2015 ad oggi abbiamo più che raddoppiato l'export agroalimentare del Paese", lo afferma Massimiliano Giansanti, presidente di Confagricoltura, giunto a Berlino per partecipare alla fiera Fruit Logistica dedicata alla verdura e alla frutta fresca. Se i numeri sono certamente positivi, si resta con i piedi per terra perché c'è preoccupazione per le guerre commerciali in corso e per gli effetti del cambiamento climatico. Per le prime Giansanti spera in un ritorno "alla stagione del multilateralismo, con gli accordi ovviamente di libero scambio in un sistema di regole certe" ma nel frattempo c'è bisogno di tener presente il "principio di reciprocità". "Veniamo da anni difficili in cui l'Europa ha definito degli standard di sicurezza alimentare elevatissimi per i nostri agricoltori, che hanno dovuto investire e innovare". Questo sforzo deve valere per tutti: "chi vuole esportare in Europa deve farlo rispettando le stesse regole dei nostri produttori". Giansanti ha poi sottolineato la sintonia con le politiche commerciali del ministro degli Esteri Antonio Tajani che ha tra l'altro garantito "una maggiore presenza del paese nelle grandi fiere internazionali". Anche rispetto ai fitofarmaci piace agli agricoltori l'approccio più pragmatico dell'esecutivo. Giansanti fa un esempio concreto: "oggi la produzione di barbabietola da zucchero in Europa sta sparendo perché non abbiamo più strumenti per combattere i vari afidi che mangiano queste piante". Ecco perché: "è finita la stagione in cui si pensava di bloccare ogni strumento senza un'alternativa". Sulle potenzialità dei nostri imprenditori Giansanti è sicuro: "sarà sorprendente vedere come aumenterà la produzione di avocado in Italia: soprattutto in Sicilia stiamo registrando numerosi nuovi impianti e questo dà anche la dimensione di un nuovo protagonismo dei nostri agricoltori che iniziano a guardare sempre di più non solamente ai mercati già consolidati ma anche a queste nuove tendenze". Il frutto tropicale secondo i dati sta registrando in Italia l'aumento più rilevante nelle importazioni. Ma presto lo si vedrà presente anche in quelli relativi alla produzione, sottolinea Giansanti. (ANSA).


